Per tutti gli appassionati di quei viaggi avventurosi alla volta di posti remoti e selvaggi dove l’unica cosa da fare è ammirare quello che ci dona madre natura, vi consigliamo caldamente di fare una tappa in Australia, presso le stupende cascate Mitchell.

Si tratta di un complesso di cascate, che si dipana su quattro livelli e le cui acque confluiscono in un lago d’acqua dolce, dopo aver compiuto un salto di ben 80 metri.

Per visitarle, dovete recarvi nel Parco Nazionale del Mitchell River, situato nella regione del Kimberley, nel nord-est dell’entroterra australiano, una zona che mantiene ancora oggi intatte le tradizionali origini degli aborigeni, testimoniate dalla presenza nel parco della comunità dei Wumambal.

Le cascate in questione prendono il loro nome dal fiume omonimo, che nel tempo ha scavato delle gole in tutta questa area, tra l’altro molto ricca anche di vegetazione, rappresentata da felci e boschi rigogliosi, che fanno da corollario perfetto ad un panorama come pochi al mondo.

A contribuire alla bellezza generale, vanno aggiunti anche i raggi solari, che colpendo la superficie dell’acqua, realizzano un gioco di colori e sfumature che vanno dall’indaco al blu intenso fino al verde smeraldo.

Di certo ci troviamo di fronte ad uno spettacolo di cui è impossibile non rimanerne affascinati.

La comunità dei Wumambal, è molto legata a queste cascate, in quanto sono per loro sacre.

Infatti, secondo le leggende di questo popolo, nelle acque dei laghi formati dalle cascate, vivrebbero degli esseri soprannaturali dalle sembianze di serpenti.

Per tale motivo è vietato fare il bagno nelle cascate, anche se chiaramente non è facile resistere all’idea di tuffarsi.

Di conseguenza per cercare di raggiungere un’intesa con le popolazioni aborigene, le autorità locali australiane hanno cercato di portare avanti campagne di sensibilizzazione volte a far conoscere proprio le usanze da loro praticate ai visitatori che giungono in questo luogo.

Il parco, aperto soltanto nel 2000, è biologicamente significativo e contiene oltre 50 specie di mammiferi, 220 specie di uccelli e 86 specie di anfibi e rettili, tra cui il grande coccodrillo marino o d’estuario, il serpente mulga e quello taipan, entrambi velenosi.

Raggiungere a piedi questo sito, non è sicuramente un’impresa facile, perché il terreno è molto impervio e accidentato e questo spinge la maggior parte a preferire un tour in elicottero, che permette così di godere dall’alto, di uno scenario mozzafiato.

Assolutamente da visitare!

 

 

 

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