Il quokka, è un piccolo marsupiale delle dimensioni di un grosso gatto domestico e come i canguri e i wallaby, è erbivoro e generalmente notturno.

In natura, il quokka è ristretto ad una piccolissima area nel sud-ovest dell’Australia Occidentale.

Lo sviluppo agricolo, però ha ridotto le aree abitate dall’animale, contribuendo così al declino della specie.

A tutto ciò dobbiamo anche aggiungere i cani e i gatti introdotti dall’uomo, così come i dingo, che hanno ulteriormente complicato la situazione, già fra l’altro severamente compromessa dal disboscamento e dagli incendi delle poche aree palustri rimaste.

Fortunatamente oggi è considerato specie protetta su alcune isole al largo della costa australiana, come ad esempio a Rottnest, dove proprio in quest’ultima occupa una grande varietà di habitat, che vanno dalla boscaglia semi-arida ai giardini coltivati.

Ha un mantello di color bruno brizzolato che sul ventre si fa sempre più marroncino, pesa tra i 2,5 e i 5 kg ed è lungo tra i 40 e i 54 cm, con una coda non molto lunga.

La sua struttura tozza, le orecchie arrotondate ed una testa corta e larga, lo fanno somigliare moltissimo ad un piccolo e goffo canguro, infatti si muove anche lui saltellando, ma a differenza del canguro, è anche in grado di arrampicarsi su piccoli alberi e arbusti.

Il quokka è gregario e nelle zone dove il cibo è maggiormente disponibile vive in gruppi numerosi, nutrendosi principalmente di graminacee e fogliame.

La salute di alcuni esemplari però in passato, è stata messa a repentaglio in seguito all’ingerimento di cibi inappropriati, come il pane, offerti sull’Isola di Rottnest da visitatori ben intenzionati.

Proprio per questo motivo adesso è vietato dare da mangiare a questi animali.

Sul continente il quokka può riprodursi in ogni periodo dell’anno, dando alla luce un unico piccolo, ma su Rottnest solamente verso la fine dell’estate, questo perché secondo gli esperti c’è qui una scarsa disponibilità del rame all’interno degli alimenti di cui il quokka si ciba.

I quokka inoltre, non sono affatto intimoriti dagli esseri umani, anzi, spesso sono proprio loro ad andare incontro all’uomo, soprattutto sull’Isola di Rottnest, sempre sottolineando però che ci sono delle multe nel caso in cui l’animale venga maneggiato in qualunque maniera.

Addirittura di recente, è diventato molto popolare per realizzare selfie, dove l’animale sembra quasi sorridere, tanto da essere nominato “l’animale più felice del mondo”.

 

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