Gastronomia Neo Zelandese

La cucina della Nuova Zelanda sa dimostrarsi raffinatissima e molto varia, con una scelta più ampia ad Auckland e lungo tutta la costa rispetto all’entroterra che prevede invece una scelta minore, soprattutto derivante dall’assenza di pesce e crostacei che il mare offre in larga abbondanza.

I neozelandesi amano moltissimo la carne: l’agnello è di buona qualità e si trova dappertutto, mentre la carne di cervo si trova solo nei migliori ristoranti. La Nuova Zelanda è famosa anche per i suoi prodotti caseari: latte, formaggio e gelati sono infatti gustosissimi. Il pesce è ottimo in questo paese. Le cozze verdi si trovano ovunque e sono le migliori e le più economiche del mondo; ostriche e i migliori frutti di mare provengono da Bluff, nell’Isola del Sud. Particolarmente esotico è il toheroa, un crostaceo raro e carissimo, come pure il tuatua, che però è più economico. Nei fiumi e nei torrenti abbondano le anguille, un’altra delizia della cucina neozelandese, soprattutto affumicate. Per quanto riguarda il cibo che si consuma nei fast food, i neozelandesi amano moltissimo il pasticcio di carne;. altri spuntini molto popolari sono i nachos, le patate cotte con la buccia e gli hamburger sul genere del grande ‘Kiwi burger’, serviti con uovo fritto, barbabietole e insalata.

S può assaggiare poi l’afghan, un popolare biscotto di cioccolato fatto in casa; l’hokey pokey, un gelato delizioso con pezzetti di zucchero caramellato; la kumara, che è la patata dolce polinesiana, alimento base della dieta maori e infine la paua od orecchia di mare, duro crostaceo che viene pestato, tritato e poi impastato in frittelle. Un tipico piatto nazionale è rappresentato dall’hangi, un misto di pesce, carne e verdure cotte al forno.

Una bevanda insolita è il vino prodotto con il frutto del kiwi, di cui esistono molte varietà: fermo e frizzante, dolce e secco, con cui producono persino un liquore. Ma oltre al kiwi l’isola ha una grande produzione vinicola, certamente non confrontabile con l’Italia o la Francia ma pur sempre una produzione rilevante. La coltivazione della vite è situata tra il 35° e il 45° parallelo con una distinzione climatica importante tra la South Island, ove si coltivano le uve più meridionali del mondo, e la North Island. Negli anni ’60 la superficie vitata era di appena 400 ettari, ubicata principalmente nella zona di Auckland, affiancata successivamente dalla valle del fiume Gisborne, con una produzione di poco superiore ai 4 milioni di litri, principalmente di vini da tavola aromatici da müller-thurgau.

Quella di Auckland è la zona vinicola più antica del paese e con i vigneti dislocati principalmente nella Huapai Valley che risalgono all’inizio del secolo. La nuvolosità accentuata della zona modera i forti livelli di insolazione stabilizzando le condizioni di maturazione delle uve ma il clima umido e le piogge autunnali, purtroppo non sempre favoriscono una produzione di grande qualità.

Il vino, è diffuso sia quello nero che bianco, generalmente profumato e non molto alcolico, come il Riesling, il Sauvignon e il Cabernet Blanc, che il rosso come il Cabernet Sauvignon o il Merlot.

I ristoranti neozelandesi hanno un livello mediamente basso, nonostante negli ultimi anni si sia fatto molto per migliorare la situazione. I prezzi in genere non sono eccessivi; si distingue tra i ristoranti con licenza per la vendita di alcolici e quelli senza, nei quali però è d’uso il BYO (Bring Your Own), che significa che ciascuno può consumare bevande alcoliche portate da casa. Sono presenti numerosi ristoranti etnici cinesi, italiani, thailandesi, giapponesi e indiani.

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