Racconti di Viaggio
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Il giradino dei viaggi sussurrati
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Il viaggio dei sogni
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Questo è il Fine, è l’Oceano, il Niente…
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Rosemary
Sai cosa c’è oltre l’Europa? Un mondo. Scopriamolo!
Sempre blu
Smuovere il moai
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Spirito d'australia
Tra le Ande e l’oceano
3 sogni per un viaggio intorno al mondo
Uccelli migratori volano a sud
Un viaggio alla scoperta dello spirito
Un viaggio dentro al cuore
Un viaggio di Liz
Un viaggio intorno al mondo
Un viaggio lungo un sogno…
Una sfida a colpi di moleskine
Viaggiare è vivere
Viaggio in india di un aspirante principe
Viaggio intorno al mondo
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Viaggio. Con la mente viaggio
Il viaggio di Simona e Mauro
Il viaggio di Roberta e Marco
Il viaggio della Famiglia Manodritto
Il viaggio di Federica e Andrea
Il viaggio di Erica e Omar
Il viaggio di Vanessa e Stefano
Tracks, attraverso il deserto
Enjoy The Silence
Spirito d'australia
Panes Content Table

“Quelli che smettono di sognare sono perduti (detto aborigeno)”

 

“Ho sempre creduto che i canguri soffrissero di un fortissimo singhiozzo (Dylan Dog)”
 
 
Vuoi sentire una storia ….
C’è una ragazza e c’è una specie di ….. un uomo magico …
Questa storia si svolge in una ….. in una terra lontana …
(Nicole Kidman ,film Australia )
 
 
Intro
Non scrivo una storia e non scrivo un romanzo, voglio raccontarvi la mia esperienza in Australia precisamente nel grande centro rosso chiamato Outback.
Chi è che fin da bambino non ha mai pensato di poter raggiungere un giorno l’Australia,un posto cosi grande e lontano da noi che anche a guardarlo in un mappamondo mette curiosità e anche un pò di paura.
Io ho coltivato questo sogno da bambino fino ad oggi e ancora provo una forte attrazione e molta curiosità, da piccolo mi domandavo sempre che animali strani vivono li come i canguri ,i koala e i diavoli della tasmania o i wombat molto buffi e perché esistono solo in questo posto cosi lontano.
Ho sempre fatto molte ricerche per scoprire altre curiosità come se ci fosse qualcosa dentro di me che mi spingesse a farlo,forse penso anche perché ho la fortuna di avere i cugini e gli zii a Melbourne e fin da bambino la parola Australia suonava nelle mie orecchie stando sempre in contatto con loro.
Preciso che parlare dell’Australia e delle mie esperienze non basterebbe un libro e figuriamoci per vederla tutta non basterebbe un viaggio o un mese li,ci vorrebbe una vita,leggendo questo racconto riceverai molti consigli e ti affascinerai di questo continente a tal punto che alla fine ti sembrerà di esserci stato anche tu e se stai pensando di raggiungerlo e pensi sia un sogno vedrai che non è affatto cosi e ti darà una piccola spinta in più.
Io sono stato in Australia per due volte,la prima volta fortemente voluta da me a ventidue anni ospite dei miei parenti per un mese dove ho avuto la possibilità di girare per tutto lo stato del Victoria nel sud est Australia e mi si sono aperti gli occhi per tutto quello che ho visto,sembra un altro mondo e non solo lontano geograficamente,ma anche nella mentalità e nel modo di vivere, tutto nuovo grande e moderno.
Poi a distanza di tre anni ho sentito il bisogno di tornare ma un mese non mi sarebbe bastato,avevo voglia di scoprire nuovi posti e provare a viverci da solo senza andare dai parenti e ho pensato perché non andare a studiare inglese per un periodo in modo da avere più tempo e di fare altre esperienze?
È proprio quello che ho fatto,quasi come un forte richiamo dentro di me di tornare in Australia avendo sempre un pò di paura,perché è alla base di tutto la paura.
Avendo avuto una bella esperienza nel mio primo viaggio in Australia come visto turistico e potrei raccontarvi mille aneddoti e tutto quello che ho visto ma non voglio uscire fuori tema perché voglio raccontarvi il mio vero sogno dell’Australia che non è tanto averla raggiunta o aver toccato canguri e koala ma un particolare dell’Australia che si trova nel centro e in un altro stato e non lo stato del Victoria dove vivono i miei zii e ho preso casa e vissuto dopo nel secondo viaggio per studiare inglese, lo stato di cui parlo è il Northern Territory o meglio conosciuto come Outback.
Quasi tutta l’Australia centrale e i tre quarti dell’intero continente è occupata da deserti dove l’ambiente e le temperature sono molto rigidi, ci sono cinque grandi deserti, l’ambiente è diverso da qualsiasi altro deserto che si trova nel mondo, nello stato citato prima che è il Northern Territory comprende l’Outback,un deserto di sabbia di un colore rosso, un rosso come terra bruciata da fare brillare gli occhi con una sabbia molto fina e morbida a toccarla.
Questo è il primo particolare che incanta in questo posto cosi estremo dove d’estate le temperature sfiorano i quarantacinque gradi e di notte si può arrivare a meno cinque, si proprio cosi,un freddo che solo a pensarci sarebbe incredibile per la grande differenza che passa in un solo giorno.
E’ questa la mia grande curiosit{ e il mio vero sogno, raggiungere l’Outback,esplorare questo posto cosi estremo e scoprire chi ci ha vissuto e vive attualmente e i vari simboli tra cui l’attuale simbolo per eccellenza in Australia e come meraviglia del mondo l’Uluru o meglio conosciuto come Ayers Rock.
Com’è fatta questa grande montagna rossa e che significato particolare ha per il popolo aborigeno in via di estinzione che vive li e scoprire chi sono realmente l’unico popolo ancora primitivo esistente e protetto dal governo Australiano, questo è quello che voglio raccontarvi dopo averla raggiunto e realizzata da poco.
 
Paure
Prima dicevo paura,paura alla base di tutto,di fronte alla paura o si scappa del tutto o bisogna cercare di affrontarla e questo vale per tutti i tipi di paure.
Io penso che per uscire dalla paura bisogna affrontarla,anche provare altrimenti non ci si può mai mettere alla prova e si possono perdere molte occasioni, in due viaggi in Australia queste sono state le mie paure.
A ventidue anni contento di raggiungere l’Australia per la prima volta in vacanza ero molto motivato,sembrava niente potesse fermarmi,infatti sembrava !!
Ho salutato i miei genitori in aeroporto contento dicendo
“ci vediamo tra un mese!! “
Il volo è molto lungo,ho praticamente fatto 22 ore di volo e mi sono spostato di ben 10 ore avanti rispetto all’Italia lasciando l’inverno e andare in estate,dall’aereo ho visto mezzo mondo sotto i piedi e molto curioso con il computer riuscivo a scoprire le città e il posto preciso dove mi trovavo,la temperatura esterna, l’altitudine e la velocit{,spedito sui mille km orari intorno a tredici mila metri di altezza,tenevo gli occhi apertissimi, non riesco a dimenticare in particolare l’Afghanistan con tutte quelle montagne, cavolo pensavo se l’aereo dovesse fermarsi ora sono sfacciato volando in una nazione difficile dove c’è la guerra e pericolosa,poi a volte mi addormentavo,ho visto un paio di film e ho ascoltato musica e mi divertivo a scoprire dove mi trovavo esattamente, passata l’India ho fatto uno stop in Tailandia di due ore e poi attraversata l’Indonesia la Malesia e praticamente tutta l’Australia perché Melbourne è nella parte più estrema a sud est ho messo piede nell’emisfero australe.
Fino a qui niente paura a parte molta molta curiosità, ma nella mia permanenza durante tutto il mese mi sono accorto di temere di non tornare più indietro, per esempio ogni aereo che vedevo alzarsi in cielo pensavo
“solo quello può riportarmi a casa !! ”
Non capivo perché dovevo avere questa paura,la paura di non poter più tornare indietro,cosa impossibile ma da cosi lontano mi è venuto spontaneo pensarlo e non mi accadeva sempre,ci pensavo quando vedevo un aereo.
Un altro particolare strano era come a volte di avere delle visioni, come se dall’altra parte della strada vedevo mia madre, mio padre, i miei amici,poi scomparivano ad un tratto e pensavo
“ sono troppo lontani da qui !! “
E ho pensato che tutto questo mi accadeva per il semplice fatto che mi trovavo in un posto cosi bello e unico che mi sarebbe piaciuto condividerlo con le persone più care e per il troppo pensare che li avrei voluti li con me mi faceva questo effetto.
Nel mio secondo ritorno in Australia a venticinque anni per viverci non mi è più accaduto, nella mia permanenza a Melbourne le paure e le ansie erano altre.
Vivere a Melbourne era molto impegnativo, uscivo la mattina e rientravo la sera,la scuola mi occupava mezza giornata e con gli spostamenti in una grande città praticamente ogni giorno era pieno e diverso dall’altro e non avevo tempo di pensare a niente e all’Italia in generale, avevo più il timore di controllare quando scadeva la carne, il latte e trovare il tempo di fare la spesa,cucinare, pulire casa e caricare la lavatrice.
Tutto sommato sembra tutto normale ma abituato a vivere in famiglia erano cose a cui non pensavo più di tanto, ma la cosa più odiosa e fastidiosa che mi rattristiva molto era la fine di ogni videochiamata con la mia famiglia dall’Italia.
Cavoli , la tecnologia mi permetteva di video chiamare la mia famiglia da ventimila km di distanza con internet ed era come se avevo i miei genitori a casa mia,quasi a poterli abbracciare.
Tutto bello solo fino a quando a fine chiamata vedevo mio padre e mia madre salutarmi e dopo aver premuto il bottone fine chiamata,lo schermo del computer si spegneva e rimanevo solo io nel cuore della notte perché chiamavo in Italia quando in Australia era notte fonda stando dieci ore avanti,solo per modo di dire perché a Melbourne mai nessuno mi ha fatto sentire solo,però mi faceva un brutto effetto perché in videochiamata la lontananza si annullava quasi come se potevo abbracciare i miei cari, invece alla fine era tutta un’illusione, poi mi riaddormentavo e mi passava quel pò di rabbia.
Queste sono state le mie paure e pensieri in queste mie esperienze e in fin dei conti mi sembra normale ma bisogna affrontarle, chi pensa di andare a vivere all’estero e cosi lontano deve accettare e convivere con queste paure altrimenti non può realizzare il proprio desiderio.
 
Ricerca
Nella mia permanenza a Melbourne,città molto moderna e grande e per me migliore di Sydney perché offre molto intrattenimento, sport e musica in più come gli Australian Open di tennis e la Formula uno,progettavo di raggiungere l’Outback anche a costo di andarci da solo perché trovare un compagno disposto a spendere tempo e denaro per venire con me non è facile.
Mi informavo tramite le agenzie quali erano i costi, le compagnie aeree e i migliori tour anche perché non volevo andare nel grande centro rosso puntando al risparmio, è un posto estremo che richiede molta organizzazione e soprattutto il tempo necessario per vedere e conoscere il posto.
Mi sono subito reso conto che è la meta più costosa d’Australia raggiungere l’Uluru (Ayers Rock) e molto stupito ho notato che solo una piccola parte di Australiani ci è stato, quasi come se per loro non aveva molta importanza e poi ho capito anche perché non è come andare in vacanza al mare nella Gold Coast per esempio con spiagge stupende,tra le più belle di questo continente e praticare surf e prendere il sole, andare nel grande centro rosso è fare un viaggio avventura,sportivo e richiede molto sforzo fisico e non tutti sono disposti a perdere il tempo a disposizione delle ferie e anche un pò di soldi essendo la meta più costosa per affrontare questo posto estremo. Nei miei primi quattro mesi a Melbourne intanto studiavo inglese e cercavo di imparare almeno a comunicare che è molto importante e mi organizzavo risparmiando soldi nelle piccole cose cercando per esempio di mangiare sempre a casa cucinando da me in modo da mettermi più soldi da parte e anche quando facevo la spesa puntavo al risparmio e alle offerte,il mio pensiero continuo a raggiungere il prima possibile il centro rosso mi portava a vivere cosi e stare attento a tutto.
Melbourne ha due grandi musei importanti come il Melbourne Museum e il Victoria Museum che raccolgono molte informazioni e reperti su aborigeni nativi australiani e una vera e propria banca di informazioni.
Non mi è bastato andare una volta al museo per studiare questo popolo e tutto quello che mi aspettavo di vedere nel centro rosso,ma ogni fine settimana andavo nel museo e ci perdevo un paio d’ore avendo la fortuna di non pagare l’ingresso usufruendo del concession.
Il concession è una carta studenti che ha tutti quelli come me che vanno a studiare inglese in Australia con un visto studenti hanno diritto a sconti su trasporti e servizi e in questo caso a ingressi liberi nei musei.
Li ho trovato tutto quello che volevo sapere sugli aborigeni e sull’Outback in generale e incominciavo a capire cosa mi aspettava, mi sentivo sempre più vicino al mio sogno,ho scoperto i tipi di animali che avrei trovato nel deserto,il modo come vive questo popolo protetto dal governo australiano,i loro simboli e i posti che non mi sarei dovuto perdere.
Volevo andare nel centro rosso più informato possibile in modo da riconoscere e capire tutto quello che avrei visto.
In una grande sala del museo c’era un’intera collezione di cultura indigena dedicato a un particolare gruppo chiamato Bunjilaka e ho trovato molti dipinti della loro arte,manufatti etnografici, reperti archeologici e molto interessante per me fotografie e registrazioni sonore.
Nelle fotografie potevo vedere le diverse famiglie di ogni generazione e ritrattavano il loro modo di vivere da come mangiavano a come si vestivano e quali animali cacciavano e con i filmati li vedevo in azione,vedevo come costruivano le armi per cacciare,una molto conosciuta ma sempre passata inosservata nella nostra cultura che è il boomerang,solitamente di legno che viene lanciato contro una preda.
Questo popolo amante della musica usa un grande tubo di legno conosciuto ma io personalmente visto solo in Australia e molte volte lo vedevo suonare da artisti di strada che a Melbourne si potevano trovare ovunque dal nome didgeridoo e in un angolo della grande sala ne vedevo una cinquantina di forme e colori diversi delle diverse etnie dell’Australia centro settentrionale, di questo strumento non esistono fonti affidabili che ne certificano l’et{ ma ha una vita compresa tra i duemila e i quindicimila anni.
A vederne cosi tanti mi sarebbe piaciuto poterlo provare per sentire il suono e non mi sembrava molto difficile come strumento musicale, ha un solo foro dove poter soffiare aria e creare cosi un suono unico e curioso, alcuni presentavano forme irregolari e le lunghezze erano variabili dai due ai tre metri.
Prendevo appunti su un quaderno per non dimenticarmi dei particolari per esempio i nomi tanto strani dei diversi gruppi di indigeni,Arrernte,Walpiri,Warumungu o questo divertente Pitjantjatjara,questi fanno parte precisamente dell’Australia centrale e potevo vedere i loro vestiti fatti da ossa di piccoli animali alcuni dei quali sono oggi in via di estinzione e le loro strane acconciature per le loro cerimonie con ornamenti per il corpo fatti in resina o denti di animali e zampe di uccelli e nelle foto osservavo il lavoro delle donne tra cui i tessuti e i dipinti attualmente conosciuti in tutto il mondo. Questo museo è eccezionale ho perso il conto delle volte che ci sono andato anche perché sono riuscito a raggiungere il grande centro rosso solo dopo sette mesi per organizzarmi, mi sembrava facile e mi sono ricreduto,ogni volta che andavo al museo mi sembrava di trovare sempre qualcosa di nuovo, a volte c’erano delle presentazioni e ospiti aborigeni che aggiornavano i reperti e informavano i turisti.
“Per te che stai leggendo puoi essere sicuro un appassionato di viaggi o d’Australia spero di riuscire a comunicare e a dare buoni consigli e perché no una spinta a scegliere quest’avventura come prossimo viaggio.
Io sono diventato quasi geloso adesso dell’Australia , mi emoziono ogni volta e ormai fa parte della mia vita,quando posso e ho il tempo penso di tornarci, tutto intorno a me è Australia, in famiglia , a casa, pieno di ricordi, da un braccialetto a un adesivo o una maglia hai miei peluche di canguri e koala,è la mia isola che non c’è !! 
Tu che sei appassionato d’Australia devi realizzare il tuo sogno.”
Una domenica mattina di marzo,meno tre mesi al sogno, sono andato all’altro grande museo che è il Victoria Museum e mi sono imbattuto in una vera e propria cerimonia aborigena.
Al mio arrivo trovo molte persone in attesa di un qualcosa e non riuscivo a capire di cosa si trattasse, poi ho chiesto informazione a dei ragazzi e mi hanno detto che mancava poco ad una cerimonia importante aborigena e subito ho pensato
“non posso assolutamente perderla!!”
Nel frattempo parlando con questi ragazzi ho cercato di capire cosa stavo per vedere , e una ragazza di nome Sophie molto carina e amichevole mi ha raccontato che lei già aveva assistito a questa cerimonia chiamata cerimonia del fumo.
Per gli aborigeni la terra ha un legame spirituale,è la loro madre, lo spirito umano è nato dalla terra e terra ritorna dopo la morte e la terra offre tutto quello che occorre per vivere.
La terra è diventata sempre di difficile accesso agli aborigeni attualmente,nelle aree urbane e il suo aspetto e utilizzo sono stati cambiati. Gli aborigeni sono preoccupati per la terra e desiderano fare un loro processo di guarigione, proprio con la cerimonia del fumo che è solo un esempio.
Inizia la cerimonia e intorno ad un fuoco gli aborigeni posizionano delle foglie verdi di alcune piante,il fumo creato serve per ricoprire il corpo dei partecipanti per liberarsi di loro di ciò che non è necessario e in più per loro pulisce anche la zona ed è come se si sta lasciando alle spalle tutti i problemi e iniziano qualcosa di nuovo alla fine la cerimonia si conclude con l’intrattenimento e il canto.
Mi sono divertito a vedere la cerimonia e tutte le persone partecipavano in fondo non è da tutti i giorni trovarsi in queste occasioni e poi soprattutto in una grande città come Melbourne. “Australia è chiamata anche Aussie o Oz come abbreviazioni e viene usato per indicare i cittadini Australiani, e Oz anche per riferirsi ad un luogo irreale e magico e questo uso ha le sue origini nel romanzo fantasy Il meraviglioso mondo di Oz scritto nel 1900 da Frank Baum”
 
Un compagno di viaggio
Eccoci ad aprile,due mesi al grande centro rosso, nella scuola dove studio inglese arriva un amico italiano con cui ho fatto l’asilo e le elementari, siamo cresciuti insieme e vive nel mio stesso paese, una grande sorpresa incontrarlo a Melbourne, davvero il mondo è piccolo,
“in questo racconto il mio amico lo chiamo Jimmy“
Jimmy è arrivato a Melbourne per tre mesi dedicando un mese per studiare inglese nella mia scuola e due mesi per girare nello stato del Victoria, parlando con lui ho scoperto che come me aveva un reale interesse a raggiungere l’Uluru e il grande centro rosso.
La cosa bella che Jimmy la pensa come me ,lui ama i viaggi avventura e pronto ad affrontare tutto, e per farvi capire che lui è venuto in Australia da solo, la sua prima volta, tranquillo e motivato, il suo inglese molto più avanzato lo aiutava molto e anche lui prendeva appunti e annotava tutto quello che vedeva per informarsi di tutto,incredibile e molto fortunato potevo contare di non andare solo,infatti abbiamo deciso di andare insieme.
Girando tra le agenzie e alla ricerca di un migliore tour nel grande centro rosso dopo tante opzioni abbiamo trovato una compagnia di tour tra i migliori per i ragazzi ad un buon prezzo in un totale di quattro giorni e tre notti,magnifico,un viaggio avventura toccando l’Uluru,il Kata Tjuta,il Kings Canyon,la cittadina Alice Springs e cultura aborigena.
Molto impegnativo con spostamenti aerei e ore di macchine,emozionante pensare di volare con la compagnia madre Australiana,senza fare il nome e l’unica con un bel canguro come logo che è l’unica ad andare nel grande centro rosso con un ottimo servizio e gli orari più comodi, molte altre compagnie low cost,a basso costo ci arrivavano ma con voli ridottissimi e molto scomodi e per fare un viaggio impegnativo bisogna essere tutto preciso senza rischi,la compagnia madre offre molti voli interni in Australia anche ad un ottimo prezzo ma aimè no per il grande centro rosso, meta molto richiesta,ormai rassegnati a risparmiare sul volo abbiamo trovato almeno un tour ad un buon prezzo con guida in inglese,pasti compresi cotti al bbq,spostamenti con furgoncino quattro per quattro e dormire in tende con letti e coperte, tour classificato come impegnativo con sveglia presto ogni mattina e molte camminate, perfetto per un tipo come me e il mio amico.
“Uluru chiamato Ayers Rock è la più imponente formazione rocciosa dell’Outback Australiano,io fin da piccolo la trovavo su tutti libri di geografia ma no capivo il significato e il posto preciso dove si trovava in Australia,una montagna da un intensa colorazione rossa che in base alla posizione del sole è capace di cambiare di diverse tonalità di rosso, Uluru è il nome aborigeno del luogo e deriva dalla parola Ulerenye che significa strano.
Qui si possono trovare segni lasciati dagli aborigeni che sono passati durate la vita nelle caverne e nelle sue pozze e sorgenti e le caratteristiche del paesaggio rimaste segrete.”
“Kata Tjuta anche conosciuto come monte Olga è una grande formazione rocciosa che comprende trentasei cupole costituito da tre materiali,granito,basalto, scisto, questa formazione rocciosa si trova a venticinque km di distanza dall’Uluru ed è alta duecento metri in più.
Per gli aborigeni Pitjantjajara la parola Kata Tjuta significa molte teste.” “Kings Cnyon è una possente gola rocciosa che fende la terra fino ad una profondità di duecentosettanta metri e si trova a trecento km dall’Uluru e Kata Tjuta,tutta la zona è patrimonio ambientale e nelle fenditure della roccia si trovano oltre seicento specie di piante e molti animali del luogo,la roccia che svetta oltre cento metri sopra boschetti e felci proteggendoli dal deserto circostante”
Ok,potevo urlare missione compiuta per aver prenotato il viaggio della mia vita, il sogno che mi portavo dietro da piccolo ,avendo da finire gli impegni della scuola a Melbourne abbiamo prenotato per giugno cosi a impegni finiti potevo dedicarmi a trecentosessanta gradi sull’avventura, giugno è un mese che da noi in Italia da il benvenuto all’estate, in Australia giugno è il mese che da il benvenuto all’inverno, ma a Melbourne l’inverno è rigido,di certo no come in Italia, per gli Aussie il loro è molto freddo, per me è accettabile, lo stato del Victoria è in una posizione come accennato all’inizio estrema a sud est e la vicina Tasmania isola ancora più a sud è la più fredda di tutto il continente,basta comunque pensare che ancora più a sud poi troviamo l’Antartico.
L’inverno nello stato del grande centro rosso Northern Territory è un inverno simile alla nostra estate, con temperature che di giorno sfiorano i venticinque gradi,è un mese perfetto quello di giugno quello scelto da me per andare nell’Outback e sono stato fortunato, se andavo in estate che in Australia è il nostro inverno e inizia a dicembre me la dovevo vedere con una temperatura diurna pari a quarantacinque gradi,ed è meglio che non ci penso,mi è bastato l’estate trascorsa a Melbourne e inverno in Italia ad andare al mare a natale, molto strano ma un esperienza unica e indimenticabile,avere iniziato e festeggiato il nuovo anno d’estate con i miei cugini e i miei migliori amici australiani, in tutte due le volte che sono stato in Australia ho avuto l’estate a farmi compagnia e il mare.
Molte coincidenze positive,la prima è aver trovato un amico per l’avventura nel grande centro rosso e la seconda è la giusta stagione,non potevo che essere contento, lo manifestavo alla mia famiglia e ai miei amici, sentivo molta nostalgia e dopo mesi che organizzavo andando alla cieca e senza sapere quando ci sarei andato. “Spirit of Australia !!
Già perché Spirit of Australia!?
Queste parole sono usate dalla compagnia aerea madre australiana e io nella mia prima esperienza in Oz,ogni volta che vedevo alzarsi l’aereo irriconoscibile e con il canguro rosso sulle ali dicevo, ecco uno Spirit of Australia !!
Sempre, ogni volta,questi aerei che fanno sponda da una parte all’altra dell’intero continente ,poi nella seconda esperienza continuavo a ripetere queste parole ogni volta che se ne alzava uno sopra la mia testa e durante la giornata ne vedevo molti, a tal punto da scrivere subito nelle chat in internet,Spirit of Australia, chiunque poteva leggere queste parole da me scritte,ma nessuno sapeva il motivo.
Questa volta toccava a me prendere il volo con lo Spirit of Australia !!
Adesso uso queste parole paragonandolo a me , avendo uno spirito australiano e dare il titolo a questo racconto.”
 
Conto alla rovescia
Siamo arrivati a fine maggio, ormai manca meno di un mese e intanto continuano le mie ricerche su cosa non perdermi e le curiosità riguardo all’Outback e tutto il continente in generale,entravo negli store Australian Geographic, negozi che vendono tutto sulla cultura australiana, perfino tutto quello che serve per un viaggio avventura nel grande centro rosso, come cappelli e creme solari,ai libri sugli animali tipici australiani,a volte entrando in questi store ci perdevo le ore quasi a perdermi per tutto quello c’è dentro.
Sfogliando i grandi libri di animali ho trovato tutti quelli che sono nel grande centro rosso, uno magnifico molto particolare che si chiama Thorny Devil,un diavolo spinoso, una lucertola mai vista che ha una corazza con molte punte che mangia solo formiche, ne mangia a migliaia al giorno,molto buffo,poi tra i vari tipi di canguri perché ci sono molte specie di canguri, li avrei trovato una specie che non ancora avevo visto, gli unici canguri incontrati e dato anche da mangiare sono i piccoli Wallabi che non crescono più di tanto e alcuni Macropus, alcuni alti anche come me, ma il canguro per eccellenza che mi aspettava nel grande centro rosso è il Macropus Red, come dice la parola stessa è il grande canguro rosso, razza bellissima e molto grandi con quel rosso che domina in tutto l’Outback
“La mia futura macchina deve essere per forza di colore del grande centro rosso”
altri animali che avrei trovato sono i pappagalli Aprosmictus Erythropterus, australiani per eccellenza, piccoli di diversi colori tra verde,rosso,nero e giallo e le grandi aquile Audax che sono tra le più grandi al mondo.
Si cari lettori appassionati di viaggi e avventura,è questa l’Australia, non c’è niente da fare,questo continente è uguale a natura, animali introvabili nel nostro emisfero boreale,alcuni visti solo nei libri di scuola o nei documentari, immaginate questo continente grande come l’Europa ma che ha solo un terzo della popolazione italiana, e strano immaginarlo per chi non ci è mai stato, io mi rendevo conto di essere in Australia ogni volta che uscivo da Melbourne, Melbourne seconda città per grandezza,moderna e soprattutto nuova,basta pensare che ha poco più di cento anni di vita, è piena di persone, come è normale in tutte le grandi città ma credetemi basta uscire dall’area metropolitana che subito incomincia ad essere giungla,natura, il grande oceano lungo la costa, parchi nazionali, fattorie,insomma cento per cento natura,e ogni volta che uscivo da Melbourne esclamavo,
sono in Australia!!
Mi emozionavo subito,mi sentivo come a casa mia, non mi preoccupavo di niente e pronto a girare e a esplorare tutto intorno a me,ancora un'altra curiosità che ho notato nello store Australian Geographic sono i mappamondi, che sono grandi e molto belli ma questo continente è posto al centro, le Americhe a destra e l’Europa e l’Africa a sinistra, per il loro modo di vedere sono loro al centro, come penso giusto che sia e sempre in alcuni libri ho visto che nel grande centro rosso avrei trovato i camion più lunghi al mondo con tre o quattro rimorchi,lunghi come treni e di questo ci andavo matto, speravo di riuscire a vederli poi al mio arrivo.
Arriva giugno e la mia grande avventura è alle porte,dovevo aspettare solo la fine del mese,una notte di giugno ricordo di aver un fatto un sogno che poi ho raccontato al mio amico Jimmy e che per me ha un significato poi ricollegabile all’avventura ,ho sognato di trovarmi nel grande centro rosso,di notte e in lontananza avevo il grande Uluru, era buio e dell’Uluru vedevo solo la base, come se ci fosse un fuoco sotto, il tempo era strano, un vento fastidioso che mi dava fastidio alla vista e degli aborigeni che danzavano, lo ricordo molto bene,a tal punto da pensarci spesso poi nei giorni successivi perché non tutti sanno molti particolari della cultura aborigena.
Nelle mie ricerche ho letto che gli aborigeni hanno il potere di comunicare usando la telepatia,comunicare tra loro con la mente oltre a molte altre loro curiosità come le loro teorie dei sogni e sui canti, e pensavo di collegare il mio sogno talmente reale a loro, come se mi hanno lasciato un messaggio.
Dopo un sogno del genere potevo anche non pensarci più,alla fine si sognano tante cose, ma sapendo del loro modo di comunicare con la telepatia e a fine sogno mi sembrava averlo vissuto realmente mi faceva pensare, poi che ci si vuole credere o no dipende da noi, ma io sono rimasto solo incuriosito e ne ho parlato anche con il mio amico,
Io: Jimmy ma non è che volevano comunicarmi
qualcosa nel sogno?! 
Non ci sono ancora stato e nel sogno mi è
sembrato di conoscere il posto,e
sembrava vero!!
Jimmy: Andrè non so che dirti, è molto curioso,
ma cosa ti hanno voluto
comunicare?!
Io:non so Jimmy,ma io ero infastidito nel sogno!!
Comunque mi piace pensare
a questa situazione ,mà Jimmy ridiamoci su e si
avvicina ormai il sogno!!
Jimmy: si Andrè non vedo l’ora ,non ancora riesco
a crederci !!
Io: si pronto per fare un bel servizio
fotografico,cavoli immagina che ogni singola
foto vale il prezzo del biglietto!!
Jimmy: infatti se ci pensiamo!!
Veramente le foto sono importantissime!!
Non ne sapevo molto di cultura aborigena e ricordo che proprio il mio amico Jimmy me ne aveva parlato sulla telepatia, lui ne sapeva molte e ha studiato molto,laureato in archeologia e amante dell’avventura,davvero condividevo la mia stessa passione per l’Australia con lui.
 
Preparazione
Io abitavo in città a Melbourne e Jimmy a quaranta minuti di treno fuori e ho deciso di farlo dormire a casa mia in modo da andare insieme poi in aeroporto prendendo un autobus che parte ogni mezz’ora dalla stazione di Melbourne Southern Cross che si trova nell’angolo sotto casa mia,ci stavamo organizzando su cosa portare almeno per l’essenziale,in questi viaggi meno cose si portano e meglio è, l’indispensabile in questo caso sono i ricambi,un asciugamano,spazzolino,dentifricio,una pila per la notte nel deserto,scarpe comode perché c’è molto da camminare,un cappello per il sole,creme solari importantissimo per chi decide di andare d’estate e una giacca pesante per la notte visto le temperature rigide.
Il nostro viaggio avventura di cinque giorni e quattro notti,divise in questo modo,primo giorno partenza da Melbourne per arrivare ad Alice Springs e giornata libera perché il tour parte dal secondo giorno e ci siamo arrangiati prenotando un ostello ad Alice Springs,poi il secondo e il terzo giorno il tour compreso di tutto e la notte del quarto giorno di nuovo in ostello ad Alice Springs per il ritorno la mattina del quinto giorno.
Per solo tre giorni di tour abbiamo dovuto aggiungere un primo giorno e un quinto giorno solo per gli spostamenti,perché tra gli orari dei voli e le coincidenze poi per i tour era l’unica soluzione,ecco perché c’è voluta una lunga organizzazione per questo viaggio.
“Walkabout dal termine inglese “Cammina in giro” è il lungo viaggio rituale che gli aborigeni intraprendono attraversando a piedi le distese del bush nel deserto australiano e il walkabout è essenziale per loro per consentire contatti e scambi di risorse fra popolazioni separate da lunghe distanze e la parola stessa walkabout ho usato io per il titolo del libro Spirit of Australia e il mio cammino nel grande centro rosso.”
Ok a tre giorni prima della partenza era tutto pronto, Jimmy sarebbe venuto a dormire da me e poi via per l’avventura verso il grande centro rosso.
 
Partenza …. Via..
Domenica venti giugno duemiladieci per l’ora di cena arriva Jimmy per dormire a casa mia, serata particolare perché giocava Italia - Nuova Zelanda per i mondiali di calcio in sud Africa,non potevamo perdere la partita in ogni caso anche se dovevamo alzarci alle quattro di mattina decidiamo di vedere la partita alternandoci a dormire un pò prima e dopo,è una bella emozione e credetemi indescrivibile vedere una partita dell’Italia ai mondiali di calcio dall’altra parte del mondo.
Suona la sveglia,ci prepariamo subito,il sonno sembrava essere annullato,penso per il grande entusiasmo a partire,prendiamo gli zaini,biglietti,passaporti e andiamo a piedi verso la stazione Southern Cross per prendere l’autobus per andare in aeroporto,il volo partiva alle sette e mezzo,arriviamo in aeroporto intorno alle sei,andiamo a fare subito il check-in nella parte voli domestici,e facciamo una bella colazione.
Spettacolo, ero contentissimo,intorno a me vedevo solo aerei Spirit of Australia,pronti ad andare ovunque per tutta l’Australia, il cielo ancora buio e l’aeroporto tutto illuminato.
Ci imbarchiamo sull’aereo pronti per il decollo, mi sembrava tutto strano perché il viaggio partiva da Melbourne e finiva a Melbourne,non stavo partendo dall’Italia,io ho visto questo aeroporto solo per arrivare in Australia e per tornare in Italia, ora partire per andare in un altro posto in Australia sempre era una strana sensazione, molto gradevole e non da tutti i giorni e
questa volta ho detto
sono in uno Spirit of Australia !!
Ora ci aspettava un piccolo volo di un oretta da Melbourne ad Adelaide,l’aereo si mette in pista, il sole incomincia a sorgere , la città in lontananza di Melbourne illuminata con i suoi grattaceli e con una bella rincorsa prendiamo il volo sopra la città di Melbourne con destinazione lo stato del South Australia lasciando lo stato del Victoria.
L’ora di volo più corta della mia vita, nemmeno il tempo di alzarci prendere un bel caffè con il bel logo del canguro sul bicchiere e pronti per atterrare ad Adelaide e con un atterraggio bellissimo,il pilota è arrivato lungo la pista più veloce del solito e ci si è quasi tuffato per toccare terra, non delicatamente ma in picchiata, e ridendo
Jimmy: Mà !! Andrè mo si sente sicuro, questo pilota è troppo serio!!
E ridendo pure io quasi con un vuoto d’aria e molto divertito, poi l’aereo si affianca ad un altro aereo Spirit of Australia ma diverso da tutti, tutto colorato di pitture aborigene,mai visto prima a darmi il benvenuto e a farmi pensare
Sto andando al grande centro rosso!!
Avevamo due ore di tempo per cambiare aereo e ne approfittiamo a camminare per l’aeroporto molto particolare con le grandi finestre e la città e i grattaceli di Adelaide sullo sfondo,poi abbiamo curiosato tra i negozi che vendevano materiale australiano e passate le due ore ci imbarchiamo sul secondo aereo.
Di nuovo posizionati lungo la pista prendiamo il volo lasciando definitivamente il mare e spostandoci dallo stato del South Australia allo stato Northern Territory attuale Outback e grande centro rosso e passavamo da un inverno normale e freddo, ad un inverno caldo e con molta curiosit{ anche spostando mezz’ora indietro l’orologio per il fuso orario che personalmente avendo viaggiato per altre nazioni non mi era mai capitato un fuso orario di solo trenta minuti.
Durante il volo mi accorgevo guardando il finestrino che la terra dal verde incominciava ad arrossirsi fino ad intravedere il vero rosso visto durante la mia vita solo nei libri, in televisione e nei miei sogni, sembrava di volare su marte, il territorio era unico, non cambiava mai,sotto i piedi la terra rossa e a tredicimila metri di altezza un cielo blu, un bellissimo blu senza una nuvola che spezzava la vista,mi sembrava di stare in mezzo tra l’inferno e il paradiso,avevo gli occhi incantati e anche Jimmy e non abbiamo aperto bocca,la curiosità,i nostri occhi parlavano da soli.
“Outback si riferisce alle aree interne del continente ma non ha proprio un inizio e una fine,non ha confini ben precisi,per gli australiani l’Outback si trova oltre il bush ,che è la vegetazione.”
In piena ora di pranzo tocchiamo il grande centro rosso,Alice Springs,questa volta un bel atterraggio tranquillo, anche se preferivo il primo, e appena passato il portellone dell’aereo già si sentiva la temperatura,penso di un dodici,tredici gradi in più rispetto a Melbourne, un bel sole,leggermente ventilato, la pista grigia e tutto intorno rosso,rosso,rosso e ancora rosso.
Passiamo i controlli e ci togliamo il maglioncino e potevamo stare a maniche corte,il caldo è una bella sensazione gradevole, poi usciamo fuori e prendiamo un piccolo bussino offerto solo per chi prenota all’unico ostello di Alice Springs.
“Alice Springs è la terza citt{ per grandezza nel Northern Territory e prendendo una carta geografica vi rendete subito conto che si trova in mezzo a tutto il continente australiano, al centro,Alice Springs è il cuore dell’Australia, piccolo centro con una popolazione per lo più aborigena per lo più civilizzata che vive di turismo e centro importante per il telegrafo Brenton, il quale ha avuto un ruolo fondamentale per lo sviluppo dell’Outback .”
 
Paese delle meraviglie
L’aeroporto dista quindici km dalla citt{ e in un quarto d’ora siamo davanti all’ostello,adesso era pieno giorno, avevamo un intera mezza giornata a disposizione per vedere Alice Springs e il tour partiva all’indomani, e subito volevamo sfruttare tutto il tempo e dopo aver sistemato le borse in camera e aver conosciuto molti ragazzi che come me e Jimmy erano li per l’avventura con tour differenti,ci siamo procurati una mappa delle città quasi inutile perché la si può fare tutta a piedi .
Ci siamo comprati al super mercato alimentare vicino all’ostello un pò di mangiare per pranzare e lo abbiamo cucinato velocemente in ostello, questi ostelli per ragazzi offrono tutto, cucina,internet,biciclette e organizzano anche tour a basso costo, ma noi avevamo il tour da noi scelto in agenzia che abbiamo preferito.
Dopo aver pranzato verso le tre di pomeriggio io e Jimmy siamo andati alla conquista di Alice Springs,sembrava una città da far west,armati di fotocamera ci incamminiamo verso il centro,subito vediamo il comune con le bandiere fuori, una australiana e una aborigena e prima curiosità e molto importante è la popolazione aborigena intorno a noi,con occhi spalancati vedevo queste persone molto bizzarre,ammetto non molto amichevole,chi buttati a terra, chi dipingeva su dei fogli per poi vendere la propria arte,alcuni ubriachi, quasi tutti scalzi, insomma persona mai incontrate prima sicuro e vivendo a Melbourne sinceramente non avevo visto mai niente di simile prima.
Io e Jimmy ci guardavamo increduli,
Io: Jimmy, ma non pensi anche tu che questi
sembrano matti,sono tutti sporchi,
scalzi e guarda quel gruppo per terra ubriachi?!
Ma saranno pericolosi !!
Ci guardano anche storti, sembrano loro
curiosi di vedere noi !!
Jimmy: Andrè stiamo con gli occhi aperti perché
questi sono molto strani,
meglio che non diamo confidenza a
nessuno !!
ci guardavamo increduli ma divertiti più che altro e ridevamo per tutto quello che vedevamo,non ce lo aspettavamo proprio, il bello che io ho provato anche a fotografarli ma subito si coprivano come se non volessero,ma io volevo documentare tutto e fingendomi di fare la foto a Jimmy o al paesaggio usando lo zoom della fotocamera gli immortalavo furtivamente senza farmi accorgere.
La cittadina in stile rosso, fatta in legno e mattoni ha una bella vegetazione di alberi simili a palme con un verde gradevole alla vista, davanti a noi un'unica grande strada con i negozi che cosa buffa di lunedì per la maggior parte chiusi,turisti molto pochi ad arrivare al punto di stare solo io e Jimmy e gli strani abitanti perché non so come chiamarli.
Mi viene da ridere in questo momento per raccontarlo ma è tutto strano, qualcosa non va, la cittadina quasi vuota, gli abitanti strani intorno a noi, scalzi e sembravano molto noiosi,piccole gallerie d’arte aborigene sempre chiuse come i negozi dove nelle vetrine si potevano vedere dipinti aborigeni a prezzi da capogiro,una stazione di polizia,e di poliziotti nemmeno l’ombra,un piccolo centro commerciale che vende alimentari è l’unico aperto dove inizialmente avevamo comprato a mangiare e io anche alcune cartoline da spedire che ancora stranamente non trovavo una cassetta in giro dove imbucarle e me le portavo dietro sperando di trovarne una prima o poi.
Tutto sommato prendevamo tutto a ridere e fotografavo tutto, perfino davanti alle banche gli sportelli erano tutti in stile di dipinti aborigeni, stavo impazzendo per tutto, davvero bello, mi stavo divertendo,il viale più grande si chiama Todd Mall e camminando per il viale troviamo altri particolari come un cartello che indicava i km delle diverse città del mondo in quel preciso punto, non avevo mai visto in vita mia niente prima, in quel punto mi trovavo a quattordicimila km da Roma,a quindicimila km da Londra,a tremila km da Jakarta,a quattordicimila km da Berlino,a diecimila km da Johannesburg e nel frattempo pensavo
“stanno facendo i mondiali di calcio!!”
a seimila km da Tokyo e a quindicimila km da Chicago, la curiosità è indescrivibile e poi tra i miei piedi mi passavano pappagalli Aprosmictus accennati prima piccoli con colori, verde,rossi, gialli e neri, ma non si facevano prendere.
Stavo vivendo tutto quello che mi aspettavo di vedere a parte la cittadina strana con gli aborigeni, ma il resto avevo visto tutto nei musei a Melbourne e nelle ricerche personali fatte da me, della casetta della posta dove imbucare cartoline nemmeno l’ombra,e continuavo a riderci e nel frattempo un particolare di Alice Springs è una collina alle nostre spalle,
Jimmy: Andrè dobbiamo andare sopra la collina, li possiamo vedere tutto dall’alto e poi
sembra esserci qualcosa!!
E intanto vediamo di trovare la cassetta
della posta!!!
Io: si è una buona idea, c’è qualcosa li su e poi
possiamo vedere bene il paesaggio e fare
foto,tutto sommato è questa Alice Springs
strana ma bella proprio per questo!!!
E speriamo bene per questa benedetta cassetta
della posta!!!
Saliamo su per la collina, strada fatta a gradoni impegnativa da percorrere,e solo io e Jimmy intorno a noi non c’erano turisti,tutto questo mi metteva sull’attenti, non c’è nessuno e con tutta la gente strana in giro era meglio aprire bene gli occhi,ma una volta arrivati sopra tutto è cambiato,una visuale stupenda,tutta la cittadina hai nostri piedi, tutto intorno si vedeva il grande rosso, stranamente un bel campo da football,e mi domandavo quale squadra strana giocava li e sopra la collina un bel monumento con due grandi bandiere a dominare tutto con il cielo tutto blu, le bandiere una dell’Australia e quella aborigena .
“La bandiera aborigena è stata disegnata nel millenovecentosettantuno dall’artista Harold Thomas come simbolo del movimento per il diritto alla terra degli aborigeni e successivamente nel millenovecentonovantacinque è stata riconosciuta dal governo australiano come bandiera dell’Australia.
I colori sono due,la parte superiore nera che rappresenta il colore della pelle degli aborigeni e la parte inferiore rossa per la terra rossa e in mezzo un cerchio giallo che rappresenta il sole”
Dopo un bel servizio fotografico e una piccola pausa e nel frattempo Jimmy annotava le sue idee come è da sempre fare,riscendiamo dalla collina e torniamo al Todd Mall,ai lati della strada questa volta abbiamo trovato più abitanti strani del luogo che chiacchieravano e dipingevano,ci avviciniamo ad un’aborigena in particolare,molto concentrata a creare una sua opera,vedendo la mia fotocamera non sembrava d’accordo a farsi fotografare,ma io la volevo fotografare a tutti i costi,la volevo immortalare in quel momento unico e mentre Jimmy la distraeva con qualche domanda amichevole io sono riuscito a scattare alcune foto e ci sono riuscito, non si è accorta di nulla e contenti ci siamo spostati.
Davanti a noi la bella cassetta della posta e credetemi ci siamo passati dieci volte lungo quella strada e non lo avevamo visto,ridendo come del resto avevamo riso tutta la giornata sono riuscito ad imbucare le mie belle cartoline,ho subito detto a Jimmy
Io: Speriamo che almeno non è una cassetta delle
poste fantasma e le cartoline arrivano in
Italia,tanto ne stiamo vedendo di tutti i
colori!!
Jimmy: si Andrè,incredibile ma questa cassetta
della posta prima non c’era, ci siamo
passati cento volte ed è possibile che non lo
abbiamo vista?!!
Almeno ci stiamo a divertire, ma se lo
raccontiamo in giro non ci crede
nessuno!!
E ridendo come matti vi dico che le curiosità in questa cittadina non è finita,dovevamo trovare un bagno e notiamo un cartello vicino al comune che indicavano i servizi igienici in una direzione,noi seguiamo le frecce e gira che rigira i bagni non c’erano, ci siamo rassegnati e abbiamo chiesto informazione a una persona e forse l’unica che sembrava normale e ho pensato che lavorava al comune e ci ha indicato lo stesso di seguire la freccia e lo avremo trovato,ripetiamo il giro e niente,anche il bagno è virtuale e ci siamo rassegnati a farla per strada,prendendola sempre a ridere, questa cittadina sembrava venire dai film di fantasia, tutto sommato divertente e fuori dal comune.
Incomincia il tramonto e il cielo da blu era diventato tutto rosso, in Australia è cosi e anche a Melbourne la sera il cielo si trasformava di rosso ed ero abituato a vederlo ma l’effetto nel grande centro rosso è diverso, con la terra rossa e le nuvolette leggere rosso fuoco non mi è passato di certo inosservato e io sempre pronto a fotografare tutto.
Io e Jimmy torniamo verso l’ostello per cucinarci qualcosa per la cena e riposarci perché dovevamo svegliarci di buon ora per iniziare la grande avventura,nella serata abbiamo chiacchierato con altri ragazzi amanti dell’avventura da tutte le parti del mondo e la maggior parte con un visto vacanza lavoro,tutti amichevoli e guardavamo le altre partite dei mondiali, infondo i mondiali di calcio ci legava tutti e questo è molto bello,poi ci prepariamo le borse per la partenza e io vado a dormire in anticipo rispetto a Jimmy che intanto finiva di vedere la partita, la sveglia era per le quattro e alle cinque si partiva e io ero molto stanco, dovevo recuperare le energie e vi confermo che la temperatura era scesa, forse eravamo tra cinque e gli otto gradi,prima di addormentarmi ripensavo alla giornata divertente e inaspettata e pensavo se quelle cartoline sarebbero arrivate e soprattutto se sarebbero partite poi.
 
La lunga strada
La sveglia suona,cavoli mi è sembrato di avere appena chiuso gli occhi e già di nuovo in piedi e con serietà ci siamo alzati, non si può perdere tempo,ci laviamo e vestiamo e pronti per conoscere la guida del nostro tour che aspettavano noi fuori l’ostello con il bussino quattro per quattro proprio per il deserto,usciamo fuori e confermo che la temperatura era tra i tre gradi, ero completamente gelato,incredibile e anche assonnato ma pronto a tutto.
Intorno a noi altri ragazzi che partivano per l’avventura ma con altre guide,la nostra era perfetta, due ragazze alla guida e una coppia in viaggio di nozze a fare gruppo con me e Jimmy,tra cui italiani molto simpatici e amichevoli, perfetto perché il nostro gruppo era semplice di sei persone e successivamente ho capito perché avevamo pagato di più a differenza degli altri gruppi che viaggiavano in venti e penso che eravamo fortunati perché fare questi viaggi avventura con tante persone è troppo dispersivo e bisogna tenere conto dei bisogni di tutti poi,noi avevamo una guida tutta nostra, potevamo capire meglio tutto quello che ci avrebbero insegnato e potevamo spostarci molto più velocemente.
Ok,abbiamo conosciuto la guida che ci ha spiegato il primo tragitto che dovevamo fare, ci aspettavano quattro ore di viaggio con varie fermate lungo la strada e rifornimenti e più o meno dovevamo arrivare per dopo pranzo.
Ci mettiamo in viaggio, il sole inizia a sorgere, io contento per la temperatura che piano piano magicamente incominciava a salire,molto gradevole ve lo assicuro,indossavo due maglie e una giacca e due pantaloni,un paio corti e uno lunghi pronti a toglierli a sole bello alto, il paesaggio nuovo ai miei occhi,la strada molto larga a due corsie che andava sempre per dritto, niente curve,ai lati solo deserto e terra rossa,il grande centro rosso, si proprio cosi,la mia vista si perdeva nel rosso con macchie verdi per il bush sparso ovunque,
Io: Jimmy !!
Tutto ok !?
stai a vedere che paesaggio intorno a noi?!
è sempre uguale, non cambia mai !!
Incredibile !!
Jimmy: è proprio come me lo aspettavo,mi piace
mi sento come a casa!!
sono troppo contento Andrè!!
Mi raccomando cerchiamo di vedere se
passa un camion formato treno perché
non ancora ne troviamo uno.
Io: Si non vedo l’ora di vederne uno,solo qui
possiamo trovarli !!
Non aspettavo altro che vedermi sfrecciare un camion lungo come un treno e subito immortalare con la fotocamera, la fotocamera è l’oggetto inseparabile del mio walkabout nel centro rosso,anche a costo di rimanere nudo,ma non posso non fare foto, e come se avevo una pistola con colpi di riserva io avevo una fotocamera con ben due batterie dietro,armato al cento per cento!!
Si viaggia dritti lungo la nostra prima destinazione che è l’accampamento nel parco nazionale Uluru – Kata Tjuta, dove potevamo poi pranzare e poi andare all’avventura nel Kata Tjuta.
Dopo un paio d’ore di viaggio,ci fermiamo per una sosta,le due ragazze della guida si occupano per la benzina e io ne approfitto per togliermi i pantaloni lunghi e rimanere con quelli corti,una breve camminata con Jimmy e i fantastici amici in viaggio di nozze per mettere piede nella sabbia rossa e in un recinto ci aspettava il mio canguro per eccellenza,il Macropus red,il magnifico canguro grande rosso dell’Outback.
Alto quanto me , con le orecchie alzate e di colore rosso come la sabbia saltellava qua e la all’interno del recinto, subito immortalato con la fotocamera,non lo avevo mai visto prima,è come me lo aspettavo e soprattutto la grande avventura stava andando come me lo ero immaginato,ogni momento era diverso e mi lasciava qualcosa di nuovo e grandi emozioni.
Vicino al recinto una fattoria, e tra il rosso della sabbia un trattore e un furgoncino di vecchio tipo abbandonato, mi sembrava di essere in un film,ma è tutto vero,dopo un quarto d’ora risaliamo sul nostro bel quattro per quattro e continuiamo il viaggio,maciniamo chilometri e chilometri di paesaggio uguale,non cambiava niente, sabbia rossa e piccole vegetazioni,ma questa volta con una novità perché siamo riusciti a vedere delle aquile attorno ad una carcassa forse di canguro,impressionante, le aquile che sembravano delle persone per la grandezza,pronte a divorare il loro pasto,
“Canberra è la capitale dell’Australia ed è anche la maggiore citt{ dell’entroterra australiano,come sede del governo australiano, Canberra è sede del parlamento e delle istituzioni governative.”
dopo ci fermiamo e le ragazze della guida ci invitano a cercare e raccogliere legna per accendere il fuoco durante la notte, scendiamo e ci inoltriamo nel bush, io camminando cercavo di trovare animali strani da immortalare e l’unica cosa che sono riuscito a scoprire è una bella tana di formiche giganti, una tana grande come la mia testa,però di formiche nemmeno l’ombra,poi ho fatto una cosa sognata da sempre che è quello di scrivere con pezzo di legno il mio nome sulla sabbia rossa e tante foto,mi sentivo pure io a casa mia come Jimmy.
“è tutta un emozione,non avrei mai scritto nulla,e sto scrivendo per l’Australia,fa parte di me ormai,mi ha dato tante emozioni e tante esperienze,voglia di esplorare e toccare tutto con mano,per tutta la vita l’Australia avr{ posto dentro di me, ho gli amici e i cugini importantissimi per me e ho tante motivazioni per tornarci,non mi stancherò mai di esplorarla”
Dopo aver caricato legna abbastanza per la notte percorriamo un'altra ora di viaggio e arriviamo all’ingresso del parco nazionale Uluru – Kata Tjuta, dove abbiamo pagato il biglietto di ingresso essendo parco protetto,precisi in orario di pranzo,la guida ci accennava che rispettare gli orari per tutto il tour è fondamentale per la riuscita migliore dell’avventura,sui tempi dovevamo essere seri,e concordo in pieno,anche
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se a volte avrei perso altro tempo a perdermi tra il bush.
 
Sua maestà
Entrati nel parco notavo un leggero aumento del bush e inaspettatamente guardandomi intorno e sbattendo la testa al vetro ho visto sua maestà Uluru,mi viene quasi da piangere,prima di allora visto solo nei miei sogni ma la cosa bella che è perfetta come l’ho sempre vista io.
Io:Jimmy siediti nel mio lato, ma fai presto !!
Veloce !!
Jimmy: Che hai visto Andrè !!
Subito Jimmy si siede nel sedile di fronte,tutti e due senza parole,non riuscivo nemmeno a scattare foto,paralizzato, ma la destinazione non è l’Uluru ma il nostro accampamento dove la ragazza ci avrebbe cucinato nel bbq il nostro pranzo dove arriviamo subito e l’Uluru potevamo vederlo in lontananza alle spalle.
L’accampamento formato da una decine di tende a cerchio anche se noi eravamo in sei e occupavamo tre tende,una per ogni due persone,una per me e Jimmy, una per la coppia in viaggio di nozze e una per le due ragazze della guida.
Una grande tenda come cucina e bbq per cucinare,le ragazze ci hanno cucinato dell’ottima carne di cammello, di canguro e dei vegetali,tutto buono come mangiare,non potevamo chiedere di meglio,la temperatura gradevole e un pò ventilato,la carne di canguro lo avevo già sperimentato cucinandola io personalmente a Melbourne, ma la carne di cammello è una novità e ne approfitto ad assaggiarla.
Le ragazze della guida ci informano il proseguimento nel pomeriggio,che come prima cosa dovevamo andare al Kata Tjuta che dista trenta chilometri dall’accampamento, con una lunga camminata e esplorazione,e poi dopo il Kata Tjuta il meglio e quello che aspettavo da una vita, a vedere il tramonto del sole a sua maestà Uluru.
Risaliamo subito sul nostro quattro per quattro e percorriamo la strada verso il Kata Tjuta conosciuto come monte Olga e per gli aborigeni mille teste,nel frattempo io non mollavo un attimo lo sguardo dal finestrino verso l’Uluru.
Dopo circa mezz’ora ecco che intravedo una montagna di roccia rossa molto più imponente dell’Uluru,fatte da tante cupole e davvero sembravano come tante teste,la vegetazione più folta,alberi di un verde brillante che mischiato a rosso mi sembrava di essere a Jurassic Park.
Ci fermiamo alla base e scendiamo e come sempre da reporter fotografico,scatti ovunque, e uniti in gruppo ci inoltriamo all’interno delle cupole per esplorare il paesaggio,temperatura perfetta, ne troppo caldo ne troppo freddo,comodo a pantaloncini, scarpe da tennis e un maglioncino,camminata di media difficoltà,tra strade brecciate, sali e scendi e in mezzo al bush, tutto intorno un celo blu,la luna di giorno tutta bianca che sembrava che qualcuno con un pennello lo aveva pitturato,la roccia rossa fatta di granito,basalto e scisto, ero perso in questo mondo cosi strano,quasi nessun turista eravamo padroni del Kata Tjuta,alcune pozze d’acqua in segno sicuro di pioggia nei giorni passati e in alcune zone della roccia il rosso bagnato dall’acqua dava un rosso più scuro,ero completamente perso,in questo caso non mi aspettavo di trovarmi in questo paesaggio, perché l’interno non lo avevo mai visto neanche sui libri, ma in senso positivo ero meravigliato di tutto e con Jimmy ci scambiavamo ogni tipo di foto.
Una volta raggiunti l’interno in un ora buona di cammino dovevamo tornare indietro e ripercorrere il percorso al contrario e sembrava totalmente diverso da quando siamo venuti,perché visto in un altro modo e tornando con molta calma indietro continuavo la mia caccia agli animali più strani e a quella lucertola di Torny Devil vista nel libro Australian Geographic che non riuscivo a trovare,ma almeno ci provavo e non ne sono uscito con le mani vuote perché ho trovato un grande scarabeo tutto di colore rosso ma un rosso lucido e ovviamente mai visto prima,incredibile cosa ci offre la natura, il territorio completamente rosso e gli animali trasformati anche loro in rosso,
i fiori di colore blu,viola e alcuni gialli mi hanno fatto definitivamente perdere.
Dentro di me ripetevo
“sono nel cuore del Kata Tjuta !!
Talmente sperduto che sarei introvabile perfino al satellite !!
Solo in mezzo a un mondo mai visto, lontano dall’Italia, lontano dalla mia famiglia,come vorrei condividere tutto questo con le persone importanti per me!! “
Arrivati nuovamente al nostro quattro per quattro e con un bel bottino di foto e un segno indelebile dentro di me ci dirigiamo verso sua maestà.
 
Indimenticabile
Adesso arriva il momento che mi ha cambiato la vita totalmente,inchinarmi a sua maestà Uluru,questa volta ero nel bel mezzo del mio sogno ma non stavo affatto sognando,sveglio più che mai arriviamo alle spalle dell’Uluru ancora di giorno, ancora caldo e aspettare il tramonto per vedere le diverse colorazioni di rosso che cambia in base alla luce del sole.
In una grande piazza abbiamo trovato l’incontro di tutti i tour e intorno a me tanti ragazzi tutti con gli occhi puntati all’Uluru e la nostra guida come tutte le altre monta un bel tavolo con dolcetti e soprattutto una bella bottiglia di champagne con tanto di bicchieri di cristallo,tutto bello,non pensavo a niente di tutto ciò,davvero una festa per aver realizzato il mio sogno,prima del brindisi io e Jimmy decidiamo di scavalcare una piccola protezione il legno che divideva la strada dal bush a differenza di tutti gli altri che sono rimasti sulla strada, ci inoltriamo nella vegetazione armati e documentavamo tutto, ci divertivamo a trovare lo scatto fotografico migliore,ogni minuto che passava il rosso della roccia di sua maestà brillava ed era sempre diverso,poi ci si è aggiunto come è da sempre nei tramonti anche il cielo colorandosi di rosso e il cuore batteva a mille,non stavo capendo più niente,l’emozione più bella della vita e pronti per l’apertura dello champagne e il brindisi insieme al gruppo.
In un unico momento gli amici, l’Uluru,un ottimo champagne con bicchieri di cristallo e un augurio all’inizio di una nuova vita,un augurio alla salute e a un futuro fatto di tante esperienze e tanti sogni,io ho bevuto un bicchiere e mezzo di champagne e quel po’ di alcol nel sangue sembrava essere raddoppiato.
Con il sole tramontato e il cielo non ancora buio ma sul rosso ritorniamo nell’accampamento,con le ragazze pronte a cucinarci un ottima cena cotta al bbq con tanto di candela sul tavolo.
 
Telepatia
La temperatura si abbassava sempre di più,gradualmente e mi sono rimesso il secondo pantalone con la giacca e Jimmy insieme alla coppia di sposi e due nuove ragazze spagnole che hanno iniziato l’avventura proprio da qui atterrando nel pomeriggio all’aeroporto che si trova all’Uluru aggregandosi con noi nella serata cosi salendo a otto persone,pensavano ad accendere il fuoco per la notte lunga che ci aspettava e per riscaldarci pronti per il freddo che si incominciava a sentire.
Siamo molto stanchi per la lunga giornata tra tanti spostamenti e camminate e soprattutto da emozioni ricevute,ci sediamo a tavola per cenare parlando di curiosità e organizzandoci per l’indomani, con sveglia molto presto per andare a fare una lunga camminata di dieci chilometri intorno a tutta la base dell’Uluru,io non ho molta fame e mangio della buona carne di canguro con dei vegetali,molto leggero e sentivo un po’ di mal di testa,per la stanchezza e per le differenze di temperatura che con sbalzi tra caldo e freddo in poco tempo è più che normale,poi dopo aver bevuto lo champagne mi sentivo disturbato e ho pensato a fine pasto di prendermi un antibiotico e antidolorifico che mi sono portato io dietro e successivamente senza andare un pò sul fuoco a rilassarmi e riscaldarmi come ha fatto Jimmy e il resto del gruppo ho pensato di andare a dormire,entro in tenda e con due pantaloni,due maglie,due paia di calzette e due grandi coperte mi metto a letto a dormire,sento solo la faccia e i piedi gelati e il forte mal di testa aspettando l’effetto della medicina.
Dopo tanti momenti belli stavo passando un pò di difficoltà,non riuscivo ad addormentarmi e proprio in questi momenti capivo la differenza dei viaggi vacanza e i viaggi avventura,impegnativi,dove bisogna essere sempre pronti e non si può rimandare niente,i tempi si devono rispettare e sapevo benissimo che la sveglia alle cinque suonava pronti per una buona colazione e continuo dell’avventura.
Ma io sono un tipo combattivo e mi faccio coraggio sempre e tornando alle paure le affronto perché la vita offre momenti belli e brutti e pieni di difficoltà e bisogna combattere per provare a vincere,a volte si perde ed è importante perdere per riprovare una seconda volta sicuri e non sbagliare,a volte si vince subito ma se ci nascondiamo dietro le paure rimaniamo solo fermi e io non mi sarei trovato a fare questo viaggio,anzi,questo sogno e adesso in un momento di difficoltà ero pronto a tutto.
Non riuscivo a dormire ,mi giravo in continuazione,Jimmy viene anche lui a dormire,passate ore di agonia nel cuore della notte e sono convinto che il mix di champagne,carne,medicina mi hanno fatto un brutto scherzo e sentivo il bisogno di rigettare tutto, ma è successo in un attimo,mi alzo velocemente e non riuscendo ad aprire la porta della tenda rigetto tutto dentro,Jimmy si sveglia
“Jimmy: Andrè che succede !!
Non ti senti bene !!? “
io non riuscivo a rispondere,avevo quasi gli occhi di fuori per il rigetto e Jimmy da buon amico si è alzato subito e siamo usciti fuori, cercava di farmi riprendermi fiato e aria e mi ha accompagnato in bagno e ha riempito un secchio d’acqua con disinfettante per pulire la tenda,i bagni distano un duecento metri dalla tenda,questo particolare mi è rimasto impresso, tornavamo dal bagno in tenda percorrendo i duecento metri verso la tenda, io avanti e lui dietro, mi sentivo leggermente meglio ma la testa mi girava e molto,sempre a testa bassa per il freddo,è notte fonda, in un attimo alzo la testa in cielo e ho trattenuto forte il respiro e senza guardare Jimmy proseguendo per la stradina
Io: Oddio Jimmy!!
Hai visto il cielo !?
Jimmy:si Andrè !!
Io con questa risposta ho capito tutto!!
Credetemi,un cielo stellato da non farmi capire più niente, tutte le stelle sembrano tridimensionali, quasi a toccarle,pensavano cadessero tutte quante da un momento all’altro e una luna che non riesco a descrivere, avevo i brividi pensare che l’Uluru imponente era nelle vicinanze,la testa mi girava molto, dovevo allungarmi al più presto ma con fatica e sforzo adocchiavo le stelle perché non avevo mai visto niente di simile.
Pulisco velocemente la tenda e una ragazza della nostra guida viene a vedere se è tutto ok, mi suggerisce di non andare la mattina per la camminata lungo la base all’Uluru,andavano solo loro e io rimanevo a recuperare le energie in modo che mi riprendevano per pranzo e dopo aver pranzato ci saremmo spostati per il grande Kings Canyon e affrontare ben tre,quattro ore di viaggio per arrivare al nuovo accampamento, dovevo recuperare le energie, i prossimi giorni erano impegnativi, scalare poi il terzo giorno il Kings Canyon richiedeva molta forza e io non avevo nessuna intenzione di ritirarmi,l’altra ragazza della guida sarebbe rimasta con me in mattinata per aiutarmi e per la colazione.
Ok, deciso questo torniamo sotto le coperte,e per me non era finita,ho dovuto alzarmi di nuovo a rigettare,è normale perché fino a quando non eliminavo tutto il mangiare dal corpo non potevo riprendermi,ma questa volta al di fuori della tenda,poi ritorno sotto le coperte e sembrava andare molto meglio, solo la testa continuava a girare.
Poi sono caduto in un sonno profondo,tutti alle cinque si sono svegliati,hanno fatto colazione e sono andati a fare la camminata alla base dell’Uluru, io ricordo di aver aperto gli occhi alle undici,l’altra ragazza cosi carina mi porta il tè in tenda con biscotti e mi invita a provare a mettermi in piedi piano piano, l’incubo sembrava finito, il tè e i biscotti mi hanno ridato un pò di energie e provo ad uscire dalla tenda, un bel sole e calore anche se sembravo ancora infreddolito, mi metto al sole per riscaldarmi, caldo gradevole e dovevo aspettare un'altra ora e il gruppo sarebbe tornato,intorno a mezzo giorno,la ragazza cucinava per il pranzo per tutti noi,io ne approfitto per una camminata solitaria nel bush e pensavo,
“maledizione!! “
A Melbourne avevo sognato di trovarmi di notte alle spalle dell’Uluru,gli aborigeni a danzare, il fuoco che illuminava la base di sua maestà e io infastidito alla vista e che mi sforzavo a vedere con un leggero vento fastidioso.
Dopo una nottata da drogato, alle spalle dell’Uluru,vedevo a fatica per il giramento di testa e le stelle da farmi rimanere a bocca aperta che ci si vuole credere o no pensavo alla telepatia, come di aver avuto un avvertimento a Melbourne,il sogno fatto in precedenza era troppo reale da discuterne con Jimmy nei giorni successivi.
Camminavo e pensavo a questo,ma ero contento perché mi sentivo bene,l’ambiente intorno a me mi piaceva e anche stare solo tra il bush mi rilassava, come al solito continuavo la caccia al Torny Devil,non mi arrendo facilmente anche se di questa lucertola nemmeno l’ombra.
 
Il treno dei desideri
Mi sentivo meglio e questa camminata mi è servita,mi sono inoltrato di molto nella vegetazione,e mi divertivo a lasciare la mia impronta delle scarpe sulla sabbia rossa soffice,pensavo di trovare qualcosa o di vedere un canguro saltellare ma niente di tutto ciò,io e il nulla e solo un leggero rumore di vento tra il bush.
Vedo rientrare il resto del gruppo e mi avvicino verso l’accampamento,l’odore di carne cotta sul bbq si sentiva nel mio stomaco ma sapevo che dovevo mangiare leggero,ci sediamo tutti a tavola per il pranzo e per me come una seconda colazione con tè zuccherato e una barretta di cereali alla frutta,dovevo recuperare energia e il resto del gruppo mi ha raccontato la camminata intorno alla base e Jimmy mi ha fatto vedere le foto appena scattate.
La guida ci spiegava il proseguimento dell’avventura da li in poi,dovevamo percorrere un tre,quattro ore di viaggio con varie fermate per arrivare al grande Kings Canyon in serata, ma solo per il nuovo accampamento,l’indomani mattina molto presto saremo andati a scalare il Kings Canyon con una camminata molto impegnativa di sei chilometri con un paesaggio tra i migliori al mondo nel cuore del parco nazionale del Watarrka.
“L’Australia ha il maggior giacimento al mondo di opale,l’opale è un minerale di una tonalit{ che va dal trasparente al bianco latte con molte sfumature di verdi,rossi,gialli,marroni e neri e la sua formazione avviene mediante un lento deposito geologico di un gel di silice a bassa temperatura.
Opale dal latino opalus che significa pietra preziosa e tra le diverse variet{ troviamo l’opale nero,l’opale nobile, l’opale d’acqua e l’opale di fuoco.”
Pronti per essere spediti al Kings Canyon percorriamo di nuovo lunghe strade sempre dritte nel cuore del centro rosso, l’ambiente estremo del deserto non cambiava mai,folte vegetazioni e sabbia rossa,carcasse di animali morti e sole abbastanza caldo,tra le mie orecchie musica gradevole australiana e tutti contenti e attenti a cercare di vedere qualcosa di diverso visto il paesaggio sempre uguale,e qui che viene l’impensabile perché senza aspettarcelo un grande camion con quattro rimorchi e posso confermare un vero e proprio treno ci si affianca per sorpassare, non finiva mai e correva veloce,portava legna ed è incredibile hai miei occhi, questi grandi auto treni tagliano tutta l’Australia percorrendo chilometri e chilometri nel deserto viaggiando per giorni,non ce lo aspettavamo proprio in quel momento,è stata una grandiosa sorpresa perché non ancora ci capitava di vederne uno, ed è l’unico posto in tutto il continente dove si possono incontrare.
Mi aspettavo di poterlo incontrare nuovamente avanti poi proseguendo il viaggio e ho notato anche guardando avanti che era sparito come un fantasma, volatilizzato,quasi impossibile stargli dietro.
 
Miraggio
Decidiamo per una sosta dopo un paio d’ore di viaggio, con Jimmy ne approfitto per fare alcune foto bizzarre lungo la grande strada a due corsie che con il suo grigio cementato taglia il deserto in due,dietro di noi una piccola collinetta di sabbia rossa soffice e abbiamo pensato di salire su per vedere un pò il paesaggio da una posizione leggermente più alta,la sabbia morbida a tal punto che i miei piedi sprofondavano.
Saliamo per prima io e la ragazza sposa in viaggio di nozze, ottimi amici e compagni di viaggio,e una volta arrivati sopra nei nostri occhi un panorama difficile da descrivere,sullo sfondo come un miraggio non riuscivamo a capire se c’era un lago o una palude,con un effetto rosso fango che si perdeva alla vista,
Io:ma è un lago o una palude?!
la ragazza osservando attentamente e sorpresa anche lei
Andrea è incredibile,non riesco a capire bene ma sembra più una palude!!
È comunque uno spettacolo!!”
Io:certo, qualsiasi cosa sia è meraviglioso!!
Dobbiamo fare foto !!
Arriva anche Jimmy e il resto del gruppo e ne approfittiamo per fare foto insieme e di cercare di definire il paesaggio.
Jimmy mi ricorda una ricerca che avevo effettuato anche io a Melbourne che forse poteva essere un lago chiamato Amadesus perché il primo indigeno ad avvistare l’Uluru fu l’esploratore Ernest Giles e vide la roccia da molto lontano ma non potè avvicinarsi oltre a causa di un lago,appunto lago Amadesus, questa è l’ipotesi pensata da Jimmy e se era o no il lago ci andava bene rimanere con il dubbio.
 
Notte con Dingo
Giornata abbastanza calda,il paesaggio piano piano incomincia a cambiare, con molta più vegetazione e il rosso sempre dominante e la strada in leggera salita,siamo entrati nel parco nazionale del Watarrka.
Arriviamo in un incrocio e se andavamo dritti ci portava direttamente al grande Kings Canyon, ma noi abbiamo girato a sinistra per andare all’accampamento,il tramonto si avvicinava e dovevamo sistemarci per la notte,la scalata ci avrebbe aspettato all’indomani all’alba,io intanto recuperavo forze e energie e speravo in una bella nottata e questa volta pronto a passarla diversamente.
Il secondo accampamento molto bello e simile al primo, con le belle tende, il bel letto con due strati di coperte,fuori al centro la base per accendere il fuoco e la mega cucina con il bbq,classico bbq australiano, io lo amo !!
Sistemate le borse, il sole non ancora tramontava ma stava a momenti,le ragazze della guida avrebbero preparato la cena in un ora e io,Jimmy e il ragazzo in viaggio di nozze ne approfittiamo per una camminata nel bush circostante e per sicurezza avevo una torcia molto forte con me in caso il sole tramontasse del tutto, il cielo come al solito era rosso rosso,bella passeggiata e chiacchierata con il paesaggio leggermente folto di vegetazione sapendo che alle spalle avevamo il Kings Canyon.
Nella stradina di sabbia rossa io giocavo con la torcia e ci accorgiamo che lungo tutto il percorso ci stavano delle impronte, a centinaia piccole impronte, tutte sparse intorno a noi, le impronte erano state fatte da poco, certo che qualunque animale potesse essere non era molto lontano da noi, sembravano zampe di cani, ma guardando bene abbiamo capito subito che sono zampe di dingo,e subito ne abbiamo avuto conferma,in lontananza sentiamo un gruppo di dingo ululare come lupi a intermittenza,
“Il dingo o cane lupo è un mammifero molto comune in tutta l’Australia,il dingo lo si può trovare nelle foreste,nelle pianure e nelle aree montuose e rurali dell’Australia ma anche nelle aree desertiche dell’Australia centrale ,sono animali carnivori e le loro prede sono principalmente uccelli e rettili ma non disdegnano anche di canguri e pecore cacciandoli in gruppi.”
Non c’è niente da fare,eravamo circondati da dingo e con molta attenzione torniamo indietro nelle tende,
Io:Jimmy !!
Ma non è che questi dingo questa notte ci
attaccano,non sono cattivissimi, ma in gruppo
fanno forza !!
tu che dici !?
Jimmy:Andrè non so che dirti, ma il fuoco non li
farà avvicinare sicuramente !!
Io;Si ,il foco può tenerli lontani !!
Con questo bel bbq e l’odore della carne però
penso che ci faranno compagnia !!
Che buon odore di carne cotta,avevo molta fame e fino all’ultimo mi sono consigliato con le ragazze se mangiare o meno la carne,infondo era leggero come pasto, non volevo stare di nuovo male,ma è importante recuperare energie e ho deciso di mangiare anche se in minore porzione ma sforzarmi.
Tutti insieme a mangiare e a raccontarci i particolari della giornata e come sempre organizzare la sveglia all’indomani, di buon ora verso le quattro poi fare una bella colazione e incominciare la lunga camminata impegnativa della durata di tre ore,con molte salite e strade difficili e in alcune zone pericolose,il grande Kings Canyon ci aspettava.
Dopo la cena stavo bene e questa volta non vado a dormire, ci sediamo tutti attorno al fuoco, un gran bel fuoco,vi assicuro che faceva molto freddo, mani, piedi e faccia gelate,io con due maglie,giaccone con tanto di cappuccio,e due paia di pantaloni, e il fuoco mi dava un calore inspiegabile adesso,preferivo stare di fronte al fuoco che andare a dormire,ma la serata era diversa, molto animata, altri accampamenti nelle vicinanze con altri ragazzi che ascoltavano musica, il nostro gruppo intorno al fuoco a riscaldarci e a fare battute sugli animali e i dingo.
Poi arriva una persona di nome John e le ragazze della guida già lo conoscevano,John non è una persona qualunque ma è l’elicotterista del parco nazionale, lui si muove con l’elicottero e ci ha fatto notare che eravamo obbligati a salire il Kings Canyon con una bottiglia d’acqua,senza bottiglia d’acqua non ci avrebbe fatto salire, perché capita che se qualcuno non si sente bene sopra la cima l’unico modo per scendere è l’elicottero e ci costava la cifra di seicento dollari poi.
Pensavo come erano organizzati bene, l’Australia in generale osserva regole in tutto, con molta prevenzione, infatti e giusto, poi uno l’acqua può anche non berla e prendersi le responsabilità,ma intanto senza acqua non si sale.
Il bello che io e Jimmy ridevamo a crepa pelle per John perché è la classica persona di due metri, con la birra in mano, tutto contento, e pensare che lui portasse l’elicottero non potevamo che ridere e lui non capendo l’italiano gli facevamo battute strane in dialetto e non capiva ma era contento e ci rispondeva amichevolmente,ci siamo troppo divertiti.
“è questo lo spirito australiano che mi piace e che porto dentro di me,un ambiente amichevole e se penso che a Melbourne non sono mai stato solo, con tanti e tanti amici, gli australiani che mi hanno sempre aiutato e anche tutte le persone che non conoscevo,tutti che ti chiamano amico, e non esistono brutti pensieri quando durante la giornata ti senti amico di tutti”
Dopo una bella serata con un cielo super stellato e mi serviva proprio dopo quella passata il giorno prima,ci andiamo a dormire con sveglia fissata alle quattro e ve lo assicuro dormivo con dieci strati di roba addosso e due belle copertone e coperto anche al viso,se provavo a mettere la mia faccia fuori le coperte una botta di aria gelida tremenda,e con forza e spirito d’Australia e spirito d’avventura ho sopportato,non è una vacanza relax, ma ero dentro il sogno.
 
Nel vuoto
Quattro di mattina in punto,la sveglia suona,una mummia sotto le coperte,ho provato leggermente a scoprire la testa ma un freddo gelato mi bloccava, non avevo coraggio ad alzarmi e a dire la verità non mi sono accorto di aver dormito,come se avessi chiuso gli occhi e appena riaperti
Già sono le quattro !!!
Ho sonno,molto sonno !!!
Ho freddo, molto freddo !!!
Jimmy si alza per primo, poi a denti ben stretti mi faccio coraggio,non avevo alternative,subito a lavarmi i denti e la faccia,fuori buio e luce stellare,in cucina pronta una bella colazione,io evito il latte per paura e vado di nuovo con il tè accompagnando il tutto con dei toast caldi,dovevo prendere energie,dovevamo scalare il Kings Canyon, dopo una buona colazione il brutto sembra essere passato,al sonno non penso più e metto due barrette di cereali nello zaino perché in caso di mancanza di energie potevo ricaricarmi, mi porto dietro la debolezza dei giorni passati e devo stare attento.
Saliamo sul nostro splendido quattro per quattro e raggiungiamo un grande parcheggio dove da li inizia il percorso da fare a piedi,il sole incominciava a sorgere,avevo molto freddo e non aspettavo altro che il sole.
Con la nostra brava ragazza guida, davanti in fila indiana incominciamo la scalata, grandi gradoni irregolari,si saliva e con il mio zaino con l’acqua,giaccone,due maglie e due pantaloni era pesante salire,il paesaggio mozzafiato senza ancora arrivare in cima, la guida ci spiegava tutti particolari che incontravamo,uno di questi erano tutti gli alberi che si trovano in un unico punto dove non batte il sole,tra i crateri della roccia,zone più umide e tra il rosso fuoco della roccia il verde spezzava tutto,poi al contrario in zone dove il sole picchiava ,alcuni alberi secolari chiamati alberi fantasma tutti grigi con solo il tronco.
Intanto il sole si è bello alzato e incominciavo a riscaldarmi e a togliermi alcuni strati di vestiti,
più si saliva e più mi riscaldavo e con la fotocamera fotografavo tutto, insieme a Jimmy alla ricerca della foto perfetta e le immagini più belle erano allo stesso tempo le più pericolose da fare perché in linea con i crateri e il vuoto sotto, noi volevamo la foto con la visuale migliore ma dovevamo stare attenti da quell’altezza,emozionante vedere il paesaggio grande e rosso macchiato da vegetazione verde che si perdeva nell’orizzonte,sotto di noi il vuoto,ma che posto unico e estremo,la foto migliore era la più pericolosa da fare ma con molta attenzione tutto andava bene,
“il mio sogno realizzato,fortemente voluto,niente mi avrebbe fermato,in alto a me il celo blu,in basso il vuoto e il grande centro rosso,poche energie ma non importa,adesso chiudo gli occhi e ho l’immagine precisa e perfetta stampata in testa per sempre”
Mi levo i pantaloni lunghi e rimango con i corti, il sole mi riscaldava abbastanza e mi dava energie,mi sentivo più a mio agio e libero da tutti gli strati di vestiti che mi pesavano,continuando il percorso in alto e al giro di boa altre curiosità come ruscelli d’acqua e bellissimi giochi di luce,alberi addirittura preistorici e tutto intorno sempre il rosso dominante.
“voglio la macchina di questo colore rosso!!
Ci fermiamo dieci minuti e mi mangio la barretta di cereali,per recuperare energie,la ragazza del nostro gruppo ne aveva altri per tutti,ci serviva proprio questa pausa e ormai il difficile era passato, ora ci aspettava un ora e mezzo di discesa,per rispettare i tempi dovevamo muoverci velocemente e io a dire la verità lo avrei fatto di nuovo con calma e da solo per godermelo di più e penso che sarebbe stato bello ripercorrere i sei km ma al contrario per vedere tutto in un'altra prospettiva, ma per fare questo bisogna venire da soli e avere tempo a disposizione,anche Jimmy la pensava come me, fare il percorso da soli con i propri tempi era il migliore modo per godersi con calma il panorama,tutto sommato ero soddisfatto, giorni prima pensavo di non farcela dopo la brutta nottata a sua maestà Uluru,ma ho voluto recuperare a tutti i costi.
Nella discesa mi stacco dal gruppo per scendere e rilassare la mente, pensavo a tutto il viaggio realizzato, a mesi di organizzazione e a tutte le foto fatte,sempre con la fotocamera in mano e a tutte le cose e animali visti e a Melbourne dove ho vissuto.
“ma le cartoline saranno partite !?”
A percorso finito tutti contenti e soddisfatti, pronti per pranzare e percorrere tre ore di viaggio per Alice Springs
“Alice e il paese delle meraviglie”
con arrivo previsto per il tramonto e tour avventura finito,ci aspettava a me e Jimmy il saluto dei compagni di avventura e un ultima notte in ostello per il ritorno poi a Melbourne nell’indomani.
 
Il vero treno dei desideri
Percorriamo il viaggio di ritorno verso il paese delle meraviglie con una fermata intermedia per prendere un caffè,all’esterno del locale un bel camion lungo come un treno ma senza vagoni, ma molto grande,parcheggiato e io e Jimmy ne abbiamo approfittato per vederlo da vicino e fare alcune foto,nel rimorchio una grande scritta con il logo dello stato Northern Territory,finalmente sono riuscito a esplorare e fotografare questo auto treno tanto ricercato da queste parti,poi risaliamo subito sul nostro quattro per quattro e ci rimettiamo in viaggio per un'altra ora buona e mi sono addormentato.
All’arrivo all’ostello mi sveglio e salutiamo le ragazze della guida e gli altri compagni di viaggio,una perfetta compagnia, a sole verso il tramonto e con un bel cielo rosso decido di andare nel centro commerciale alimentare per comprare qualcosa da cucinarmi in serata in ostello e Jimmy ha deciso di accompagnarmi.
Le sorprese non sono finite,entriamo nella cittadina e oltrepassiamo dei binari,nello stesso momento suona una sirena e i semafori passano al rosso,le sbarre si chiudono e le macchine si fermano,alle nostre spalle arriva il grande treno chiamato The Ghan
“Il Ghan è un treno passeggeri operante da Adelaide,Alice Springs e Darwin in Australia,il viaggio dura quarantotto ore e percorre duemilanovecentosettantanove chilometri,il nome è un’abbreviazione del precedente soprannome The Afghan Express,che deriva dalle carovane di cammelli afghani che faticosamente percorrevano prima la stessa tratta prima della costruzione della ferrovia”
Prendo subito la fotocamera e scatto le foto,queste foto valevano oro per me,non pensavo al treno The Ghan anche se lo conoscevo perché ricordo che un giorno ero in biblioteca a Melbourne con la mia amica insegnante di inglese Cheryl e sfogliando alcuni libri sull’Outback ho visto questo treno che taglia per tutta l’Australia,ma sinceramente non pensavo che lo avrei incontrato.
Questo è il vero treno dei desideri,viaggiando lentamente con il Ghan si può vedere tutto l’Outback vedendo ogni singolo metro di terra.
Incredulo e contento delle mie foto,compro il mio mangiare all’alimentare vicino e torniamo in ostello,cena tranquilla e serata con altri ragazzi come all’arrivo chiacchierando delle esperienze in Australia e vedendo le partite dei mondiali in sud Africa.
Il tempo io e Jimmy di organizzarci per il mattino successivo per andare in aeroporto con destinazione Melbourne e vado a dormire molto stanco,sono crollato subito e questa volta ero sicuro che la sveglia non sarebbe suonata di buon ora come sempre ma lo abbiamo fissato alle sette,il nostro aereo sarebbe partito alle dieci e avevamo il tempo di andare in aeroporto per il check-in e fare colazione.
 
Stile italiano
Ma che bella dormita,mi mancava dormire cosi,mi sentivo bene,rilassato e alle sette in punto ci alziamo e prepariamo gli zaini e sapendo di tornare a Melbourne e in inverno con freddo ho subito indossato vestiti pesanti e la giacca a portata di mano, anche se fuori il sole era bello alto e la temperatura aumentava.
Lo stesso bussino che ci ha portato all’andata ci aspettava fuori l’ostello,salutiamo tutti e andiamo verso l’aeroporto.
Durante il tragitto un ultimo sguardo a questa cittadina cosi tanto strana e divertente che ci lasciava alle spalle,sentivo già la mancanza del centro rosso ed ero ancora li, ma sentivo anche la mancanza della mia vita normale,provate a pensare di vivere a Melbourne,come tutte le grandi citt{ c’è molta gente e la vita scorre veloce,negli ultimi cinque giorni ho vissuto in pieno deserto estremo,con paesaggi uguali e infiniti, senza vedere persone a parte il mio gruppo d’avventura, è strano ma l’impatto è molto forte, se penso che in serata mi trovo nel bel casino tra i grattaceli di Melbourne e devo provvedere subito a fare la spesa per i prossimi giorni, carne,latte e caricare lavatrici mi viene il mal di mare,ma l’Australia è questa, stesso continente e due situazioni diverse in due stati differenti.
Arriviamo in aeroporto per il check-in e manca un ora all’imbarco,ne approfitto per comprare alcune pitture aborigene da portare in Italia e poi saliamo sul mio bel Spirit of Australia con destinazione di nuovo Adelaide per poi cambiare per Melbourne,l’aereo si mette in pista e decolliamo, subito il grande centro rosso ai miei piedi che scorreva sempre più veloce,
“cavolo ore e ore di guida per quelle strade”
pensavo e con l’aereo ci allontanavamo dall’Outback pronti per tornare lungo la costa del continente, mi è mancato il mare negli ultimi cinque giorni.
Ultimi attimi di rosso che subito il paesaggio si trasforma in giungla, tutto verde,definitivamente il grande centro rosso ormai era passato,la luce in aereo di allacciare le cinte si accende e inizia l’atterraggio,mi allaccio la cinta e ai miei occhi il mare,altri colori, macchine e traffico tra Adelaide e rimanevo incantato con la testa appiccicata al finestrino e non sapevo cosa guardare per primo,pensavo al rosso contemporaneamente ma di rosso non c’era nulla,atterraggio perfetto e subito pronti per cambiare aereo.
Il bello arriva nel cambio dell’aereo che con Jimmy mi sono divertito molto,il primo volo è durato tre ore e il secondo volo Adelaide Melbourne l’aereo avrebbe impiegato tre quarti d’ora perché il linea d’aria sono due citt{ vicine lungo la costa ma in due stati diversi.
Ci sediamo io e Jimmy esattamente come il primo volo,intanto ne approfittiamo per regolare gli orologi della misera mezz’ora di fuso orario in avanti e nel frattempo l’aereo si mette in pista e decolliamo.
Più o meno si avvicinava l’ora di cena e il mio Spirit of Australia ci serve a tutti la cena offerta dalla compagnia, io non avevo molta fame e avrei aspettato il mio ritorno a casa e Jimmy invece ne approfitta, e perché no da buoni italiani gli do anche la mia porzione,era tutto molto cotto che bruciava un pò, lo aiuto a togliere con calma le pellicole di alluminio che coprivano i pasti e Jimmy si fa servire da bere del buon vino,cavolo del buon vino australiano sul volo cosa si voleva di più!!!
Tutto bello il servizio offerto a tal punto da dimenticarci del tempo, ci prendevamo tutto con calma mentre tutti avevano finito,
Jimmy:Andrè mica si vede che siamo Italiani!!
Ci stiamo a prende tutto!!
Una cena di lusso su uno Spirito of
Australia con un buon vino tra Adelaide e
Melbourne.
e per il troppo ridere facevo fatica a rispondere!!
Poi Jimmy inizia a mangiare e al primo boccone si accende la luce che indica di allacciare le cinture per l’atterraggio e una hostess subito viene a ritirare tutto,Jimmy cerca di chiedergli se poteva riportarsi tutto e mangiare dopo ma niente da fare e rimasto solo con il bicchiere di vino e le posate di plastica,io non avevo il respiro per il troppo ridere,sembravo piangere,Jimmy anche incredulo di tutto,non ricordo di ridere cosi da molto tempo.
 
Spaesato
Atterrati scendiamo dall’aereo ridendo a crepa pelle e passiamo i controlli per i passaporti all’uscita, Jimmy ed io ci salutiamo per l’avventura finita, riuscita perfettamente, il sogno realizzato e ci saremmo visti poi nei giorni successivi,
Io: Jimmy ora vai a casa e cucinati un bel piatto di pasta e non ci pensare!!
Jimmy: come no Andrè !!
ma mi sono troppo divertito!!!
Ci vediamo !!!
Jimmy abita vicino all’aeroporto e io al contrario dovevo raggiungere la città,e prendo un treno che in mezz’ora mi avrebbe portato alla stazione di Melbourne Southern Cross, ogni tanto ridevo da solo a pensare al super volo Adelaide Melbourne,ma il traffico,le persone e la vita di città mi spiazzava, io sembravo un aborigeno sperduto,al deserto tutto calmo e tranquillo e qui una giungla di traffico, persone,soprattutto luci e freddo invernale non paragonabile al freddo di notte nel deserto ma se lo paragonavo al caldo piacevole di giorno nel grande deserto rosso non mi piaceva,poi comunque è giugno,
“In Italia a giugno è estate!! “
Si lo ammetto, volevo troppo, io a natale andavo al mare con quaranta gradi e mo il freddo toccava anche a me.
Mezz’ora di treno ed ecco arrivati alla stazione Southern Cross,casa mia è una grande costruzione di ventisette piani alla strada di fronte alla stazione,mi piaceva il posto dove abitavo, da li partiva la via più costosa della città che è collins street.
“Melbourne è la seconda città più grande d’Australia dopo Sydney e la capitale dello stato del Victoria e la piccola Italia con tutti i ristoranti e locali italiani si trova nel quartiere Carlton a due chilometri a nord dal centro città”
 
Spirito d’Australia
Il mio spirito d’Australia mi ha portato a scrivere questo racconto,spero di avere trasmesso la mia esperienza e di avervi dato una bella spinta a realizzare il vostro prossimo viaggio, magari non un viaggio relax ma un bel viaggio avventura dove puoi sentirti protagonista,e per gli amanti di questo continente a convincersi di realizzare il proprio sogno.
A me l’Australia ha regalato molte emozioni e esperienze per il fatto che sono io che ho fatto di tutto per averle,adesso dopo aver realizzato da pochi mesi il mio piccolo walkabout nel grande centro rosso che è sempre stato il mio sogno,adesso il mio nuovo sogno australiano è raggiungere la grande barriera corallina che si trova a largo delle coste calde dello stato del Queensland a nord est del continente,altro posto sperduto e fastidioso da raggiungere ma il sogno è quello di immergermi e fotografare tutti i segreti di un altro posto estremo e unico al mondo che offre questo continente lontano e farò di tutto per realizzarlo e magari raccontarlo nuovamente in un altro libro, in fondo adesso vivere di sogni non costa niente.
“Le cartoline sono arrivate alle persone care e una in particolare mi ha raccontato che quando gli è arrivata la mia cartolina dall’Uluru stava leggendo un libro sugli aborigeni .
Che sia anche questa una forma di telepatia !?”
“Io penso rosso”
 

Andrea Piersante

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