Racconti di Viaggio
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Sempre blu
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Sono sul treno partito da Mosca per Ulaan Baatar col naso attaccato al finestrino, la periferia di Mosca e’ molto triste e grigia, e pure la steppa  e’ un lungo susseguirsi di betulle grigiastre un po ‘ come i pioppi della bassa ferrarese, ma senza fine . Ogni tanto si intravvede un gruppetto di baracche e qualche gallina o maiale ma tutto molto povero. Meglio concentrarsi  sui compagni di viaggi che sono molto allegri, sara’ la vodka?, una mamma con due bambini e una marea di fagotti che tiene uniti miracolosamente. Passati gli Urali  il paesaggio si trasforma in una distesa di aquitrini , poi ancora betulle pero’ il cielo e’ piu’ azzurro,naturalmete sono andata in palle col fuso orario.
Il viaggio e’  un prepararsi a rallentare i ritmi a vivere guardando le persone, ascoltandole e anche se non capisci il loro linguaggio puoi sempre immaginare e comunque a gesti e sorrisi ci si intende e contrariamente a quanto pensavo dei russi sono molto socievoli , i sei giorni trascorsi in treno sono stati un’adattamento della mente caotica a ritrmi di vita diversi  piu’ lenti.
Dei 20 giorni trascorsi in mongolia ho una visione infinita di  colori bellissimi tutti dominati dal blu. Una colore con mille sfumature  che accompagna lo sguardo in ogni momento : blu , chiari scuri ma sempre lucenti e brillanti come non potevo nemmeno immaginare .
Blu fiordaliso che sovrasta la steppa  , vallate infinite con piccole collinette  all’orrizzonte dove lo sguardo si perde nel verde di una sconfinata distesa segnata dal solco delle piste dei fuoristrada. Un bosco di pini, un fiume che si snoda in ampie curve e continua oltre  all’orrizzonte. In lontananza vicino al fiume un gruppetto di cavalli che brucano poi si allontanano liberi nel vento. Magari capita di incontrare una piccola mandria di pecore o di yak  con un pastore a cavallo. La sensazione e’ di viaggiare senza meta senza tempo, senza scopo, ma non inutilmente perche’ c’e’ sempre un fiore nuovo su cui soffermarsi oppure  uno yak   una fila di cammelli  la maestosa aquila comunque  qualcosa di meraviglioso che appaga del lungo viaggio e fa pensare quanto di bello la natura sia in grado di offrire.
Blu  azzurro grigio che sovrasta  le dune ancora coperte di erba che precedono il deserto del Gobi per poi fondersi con l’oro della sabbia millenaria che ricopre come un velo segreti  che mai nessuno sapra’.
Blu scuro delle sciarpe votive lasciate sotto le pietre degli ovoo che incontri spesso  e sventolano  nel cielo altrettanto blu indicando  la speranza  l’uomo qui come in ogni parte del mondo.
Blu cobalto di un ‘altro cielo incastonato dal giallo delle cupole dei monasteri  o interroto  dal bianco delle gerde che i pastori costruiscono con un’ abilita’ tramandata da secoli e dove trascorrono tutta la loro vita tramandando tradizioni millenarie e  godendo della presenza insolita degli occasionali turisti.
 Blu pervinca di un cielo che al tramonto si illumina di rosso, giallo, viola e accende di nuovi colori anche le colline che sembrano infuocate e mentre osservi  questa meraviglia  anche l’anima e’ sopraffatta  dal silenzio interrotto dal canto solitario di un pastore

Blu chiaro  che si fonde col blu celeste del lago UVS che essendo salato e avendo una piccola spiaggetta fa pensare al mare delle ns. coste, ma poi alzi lo sguardo e lo spettacolo e’ unico perche in lontananza tra l’azzurrino di una leggera foschia si intravvede una cima innevata.
ARRIVARE A TUVALU ha richiesto un venti giorni di viaggi non facili,ma si viene largamente compensati. Qui e’ veramente il paradiso in terra, sole acqua cristallina , sabbia finissima, il gruppo di otto atolli e’ a pelo d’acqua a rischio costante di essere sommersi dall’oceano, ma le persone che ti accolgono sono tranquille e sorridono sempre come dire forse, la natura offre sempre sorprese e in questo caso speranze.
Lo spettacolo del blu e pazzesco, quando dall’aereo vedo nell’infinito blu notte luccicante dell’oceano  aprirsi una piccola fessura verdeggiante  e dai contorni chiari : sono gli otto  piccoli atolli  di Tuvalu, piatti e stretti  che ti sembra impossibile che l’aereo riuscira’ ad atterrare. Qui ti siedi sotto una palma e guardi l’orizzonte che si fonde col mare, si passa il tempo praticamente giocando, si nuota ci si affida ai ragazzi dell’isola che ti accompagnano in giri spericolati sulle loro barchette, oppure si va a piedi a zonzo guardando il paesaggio che muta continuamente ma sempre sommerso dal blu del cielo , e’ come vivere in un’immenso parco giochi, poi la cordialita’ degli abitanti e’ straordinaria,  siamo stati ospiti in alcune famiglie ma anche lungo le strade le persone che incontri non hanno fretta e possono fermarsi e perdere tempo a cercare di capire quello che gli chiedi e magari ti possono anche accompagnare.
Arriviamo a Santiago del cile e  mentre si sorvola ancora l’oceano si vedono le Ande coperte da una nebbiolina azzurra  che avvolge come un velo le creste innevate. Abbiamo subito la coincidenza per Puerto Montt , ci fermeremo a Santiago al ritorno.
Puerto Montt e’ un paese di pescatori  con un famoso  mercato principalmente di pesce e gli odori intensi del pesce appena pescato e  di salsedine si mescolano con quello dei piatti tipici che da piccoli locali, cocinerias,  le donne propongono ai passanti. Nell’attesa del Ferri che ci portera’ a ll’isola di Chiloe’ abbiamo assaggiato empanadas squisite.In Cile abbiamo sempre mangiato bene  e anche bevuto quando c’era l’occasione molto bene.Passeggiamo  per il mercato e sul lungomare ammirando le casette colorate e in lontananza sempre le vette innevate delle ande.  Arrivati a Chiloe’  e’ gia’ buio e quindi ci facciamo consigliare una  hotel per  dormire e mangiare.Il giorno dopo al ns. risveglio Ci aspetta una vista mozzafiato, un maglifico cielo limpido azzurro intenso  si fonde con lo stesso azzurro del canale che divide l’isola dal Cile e attorno un paesaggio da fiaba : le caratteristiche case  di legno colorate costruite su palafitte , poi sparse lungo la collina le chiese costruite tutte in legno la mia preferita e’ quella del villaggio di Chonchi,tutta dipinta di celeste con il campanile giallo .
Giriamo tutta l’isola alla ricerca delle caratteristiche chiese in legno e ci godiamo la magnifica vista che alterna il verde dei prati alle mille sfumature di blu del mare del cielo e delle piccole nuvolette che si abbassano fino a toccare le barchette sparse nelle piccole lagune.
La  Carretera Longitudinal Austral A attraversa tutto il Cile e tocca tutti i parchi e aree protette.La nostra meta e’ il lago General Carrera , il viaggio e’ tranquillo l’ autobus confortevole e pieno di gente chiassosa, ci fermiamo nei parchi lungo il percorso e sostiamo qualche giorno ospiti di Olindo conosciuto in corriera che per pochi soldi ci fa dormire nel suo letto e ci prepara una cena con stufato molto piccante. Lo spettacolo delle cattedrali di marmo e’ un susseguirsi di azzurri  brillanti e l’effetto della luce che si specchia nelle rocce e nel mare crea effetti che ti sembra di stare in un film tridimensionale, oppure in un altro pianeta.  E cosa dire dell’emozione che si ha quando si naviga lungo i fiordi cileni dove lo scenario cambia continuamente foresta  ghiacciai e guglie innevate tutte nel riflesso blu del mare  e del cielo sempre piu’ blu dove l’unico rumore e’ quello del vento, gli occhi sono impegnati continuamente a cercare  di non perdere nessuna immagine: i leoni marini o le foche oppure ci si perde a seguire i contorni di un ghiacciaio che poi finisce in mare. Parque Nacional Torres del Paine  e’ l’ultina frontiera pensi di avere oramai visto tutto, ma ancora la natura mozzafiato riesce a sorprenderti e quando ho visto il condor attraversare la vallata planando dolcemente non sono riuscita a trattere l’emozione.
La fortuna di avere una bella giornata e godere dello spettacolo del ghiacciao che riflette il blu del cielo e lo filtra in altre mille tonalita’, alle spalle la foresta e le rocce e in fondo le montagne con le cime innevate e uno scenario  incredibilmente vario e unico.

L’ultimo giorno lo abbiamo dedicato alle pinguineras  dello stretto di Magellano, dovi si viene storditi dal vociare di questi uccelli buffi, abbiamo fatto mille foto anche a ibis e oche selvatiche.
Colori, immagini, sorrisi di persone conosciute nel viaggio emozioni che vanno ben oltre le aspettative prima della partenza.

Linda Argelli

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