Racconti di Viaggio
700 giorni in Australia
Abbiamo davvero viaggiato?
Alla ricerca di me
Attraverso il mondo
Be here now
Bus…cando Sudamerica
Dal presente al futuro
Di passaggio
Domande
Eat, Surf, Skate and Shoot
Emozioni dal mondo
Il giradino dei viaggi sussurrati
Il giro del mappamondo
Il giro delle grandi emozioni
Il gusto di andarsene via
Il mare... la perfezione
Il richiamo
Il viaggio di Elena, Dario e Antonella
Il viaggio dei sogni
Il viaggio della vita
Il viaggio di Chiara
Il viaggio di Claudio
Il viaggio di Cristina
Il viaggio di Francesco
Il viaggio di Karin
Il viaggio di Lucia
Il viaggio di Marco
Il viaggio di Marta
Il viaggio di Nina
Il viaggio di Paola
Il viaggio di Paolo
Il viaggio di Simona
Il viaggio di Veronica
In viaggio alla scoperta di me stessa
In viaggio con papà
Poster della Nuova Caledonia
Il viaggio di Max e Leonida
La bambina che sapeva sorridere
La collezionista
La necessità del viaggio
La valigia invisibile
L'andata è il ritorno
Le emozioni che regala il mondo
Le porte verso il mondo
Le tre perle
L'eden
Let's go!
L'oca indiana
L'odore della terra
Luci del nord
Mal d'Asia
Metamorfosi
Pablo in viaggio
Partipartiparti
Questo è il Fine, è l’Oceano, il Niente…
Ricordi per i nipoti
Rosemary
Sai cosa c’è oltre l’Europa? Un mondo. Scopriamolo!
Sempre blu
Smuovere il moai
Sogni ancestrali
Spirito d'australia
Tra le Ande e l’oceano
3 sogni per un viaggio intorno al mondo
Uccelli migratori volano a sud
Un viaggio alla scoperta dello spirito
Un viaggio dentro al cuore
Un viaggio di Liz
Un viaggio intorno al mondo
Un viaggio lungo un sogno…
Una sfida a colpi di moleskine
Viaggiare è vivere
Viaggio in india di un aspirante principe
Viaggio intorno al mondo
Viaggio senza ritorno
Viaggio. Con la mente viaggio
Il viaggio di Simona e Mauro
Il viaggio di Roberta e Marco
Il viaggio della Famiglia Manodritto
Il viaggio di Federica e Andrea
Il viaggio di Erica e Omar
Il viaggio di Vanessa e Stefano
Tracks, attraverso il deserto
Enjoy The Silence
Il viaggio di Nina
Panes Content Table

Nina e sua madre erano arrivate a Coronel Bogado alle otto in punto, dopo un viaggio di ben 12 ore. Si erano fatte scaricare dall’autista del pullman di fronte alla chiesa NSR, Nuestra Señora del Refugio, una delle chiese principali di C.nel Bogado. La zia di Nina, sorella del padre, abitava proprio nei pressi. Nina, forse sapeva come arrivare, in ogni caso sarebbe bastato chiedere il nome del capofamiglia a qualcuno per avere le indicazioni, qui tutti si conoscevano, quindi non era difficile trovare la casa di qualcuno. Tutte le volte che metteva piede a C.nel Bogado, Nina provava delle strane sensazioni, si sentiva in cuor suo felice e orgogliosa di essere di nuovo lì.

Quanto aveva sofferto quella gente, mentre Nina era in giro per il mondo a divertirsi spensierata!! Probabilmente avrebbe continuato a fare viaggi, una volta ritornata in Australia. Infatti lei non aveva mai pensato a C.nel Bogado, finchè casualmente aveva messo i piedi lì. Sua madre taceva, probabilmente in cuor suo stava facendo ragionamenti e riflessioni. Non doveva essere facile ritornare nella terra in cui era nata, dopo anni e anni di lontananza. Erano più di 25 anni che sua madre non metteva piede in Paraguay. Nina avrebbe voluto scoprire quali pensieri e preoccupazioni in quel momento, passavano nella testa di sua mamma. Camminavano in silenzio con il borsone sulla spalla.

L'idea di poter rivedere i suoi cugini la caricava di adrenalina poiché lei era cresciuta con loro. Li chiamavano “i tre” che in guaranì si dice “los tres”. Abitavano insieme quando erano piccoli, Nina aveva vissuto con loro prima di andare in Australia. La madre di Nina era stata la prima della famiglia ad uscire dal Paraguay, aveva lasciato la figlia all’età di tre mesi con il padre. Aveva viaggiato in aereo, era andata prima a Singapore e poi in Australia dove si stabilì. Nina e suo padre vivevano insieme ai nonni, lo zio, e con la famiglia della zia, nella casa al lago. Sono ricordi lontani ma ancora molto vivi e belli.

 

 

 

Nina chiamava suo padre Daddy, dall'inglese dad.  Anche i suoi cugini lo chiamavano così. Nina sapeva che l'amore di suo padre per lei non aveva confini. Aveva fatto di tutto per renderla felice. Era una persona veramente speciale! Alla sera, prima di andare a letto, le raccontava le favole, dopo la preghiera ovviamente. Anche i cugini si univano a loro. Chiedevano sempre le stesse favole, quella del leone che cade dentro il pozzo e quella del corvo che ruba il cibo alla vecchia. Probabilmente quelle storielle erano famose solo in Paraguay e lui, poverino, le raccontava senza mai stancarsi, finché non si addormentavano. Dormivano nella veranda all'aperto ma, stranamente, si ritrovavano sempre in casa al risveglio. Infatti, essendo la casa di fronte al lago il padre li portava dentro per non far loro prendere freddo.

Nina, spesso, si svegliava di notte e piangeva perché non trovava il suo papà a fianco. Lei amava suo padre, anche ora lo ama, ma, purtroppo, crescendo nel tempo, diventava più difficile dimostrare lo stesso amore infantile. Peccato!

Dopo che lui aveva raggiunto la mamma, Nina aveva continuato a vivere con la zia, fino a quando sua madre la portò con sè in Australia. Quella donna, in quel momento, non era nessuno per lei, si erano separate troppo presto, nelle prime fasi della vita, prima che potesse sviluppare qualunque forma di affetto. Nina era felice di andare con lei perché sperava di poter rivedere finalmente suo padre. Quanto era stato difficile, infatti, separarsi da lui quel giorno! Aveva pianto molto, aveva avuto tanta paura, non avrebbe mai voluto che lui partisse e sicuramente nemmeno lui avrebbe voluto mai lasciarla sola. Infatti Nina lo avrebbe voluto tutto per sé. Ogni giorno salutava gli aerei che sfrecciavano in cielo e avrebbe voluto essere lassù. Era diventata grande, quindi lo ringraziava per aver reso la sua infanzia ricca di momenti unici e magici. Lei conservava tanti ricordi legati alla sua infanzia trascorsa con i suoi cuginetti.

 

 

 

Nina era la guida dei cugini, perché era la più grande. Andavano tutti i giorni a scuola, in bicicletta con il nonno o con lo zio, era bello girare per C.nel Bogado senza preoccuparsi troppo delle auto, poichè non ce ne erano. Lungo le strade c'erano tanti soldati boliviani, i così detti FBDP, Fuerzas Bolivianos De Paz, quelli che erano venuti dalla Bolivia per mantenere la pace in Paraguay. Per i cugini non significava niente la loro presenza, ormai facevano parte della loro vita. Al pomeriggio, andavano a giocare sul lago con gli aquiloni. Era però proibito parlare con i bambini del quartiere, perché erano più poveri di loro, perché giravano senza ciabatte o perché il padre faceva un lavoro di basso livello. Ai tre cugini erano stati dati consigli circa le persone da frequentare. Infatti c’era un parco giochi sul lago quasi di fronte a casa loro dove non potevano mai andare perché era frequentato da bambini poveri. La zia, poi, era fissata e diceva che quel parco faceva venire la psoriasi. Loro ci andavano lo stesso, di nascosto, e non avevano mai avuto la psoriasi.

Il papà dei suoi cugini gestiva una ditta che produceva asfalto, il cui proprietario si era trasferito a Sidney tanti anni fa. I tre, spesso, andavano a giocare e a raccogliere frutta selvatica dagli alberi del luogo. Ciò che facevano insieme rimaneva sempre segreto e comunque erano veramente “bambinate”.

Quel giorno, a Nina erano affiorati tanti altri ricordi durante quel tragitto a piedi con la madre, verso la casa della zia. Attraversando il cortile della chiesa, lei e la madre erano arrivate di fronte al cancello di casa. Nessuno sapeva del loro arrivo, lei aveva chiamato sua cugina Lea al cellulare,  fingendo di essere ancora ad Asunciòn. Aveva suonato il campanello mentre era ancora al telefono e Lea era venuta ad aprire la porta. Era rimasta sconvolta, non avrebbe mai immaginato potesse esserci Nina.

“Perché non è venuto anche Daddy?” Esclamò. Nina non rispose. Si girò e salutò un aereo nel cielo.

Niry Fidelis

Cerca il tuo viaggio all'interno di tutte
le nostre proposte
Iscriviti al servizio di newsletter per essere
aggiornato sulle novità e sulle offerte
Dichiaro di aver letto l'informativa ed acconsento al trattamento dei miei dati personali


Cerca l'agenzia a te più vicina
per richiedere maggiori informazioni


2013 © Go Australia
Srl Sede: via Canale 22 60125 Ancona P.IVA, Codice Fiscale e n. iscrizione CCIAA 02116980422 R.E.A. AN 162472 - Capitale Sociale € 30.000,00