L’ornitorinco, detto anche platipo, è un piccolo mammifero semi-acquatico endemico della parte orientale dell’Australia.

È una delle cinque specie ancora esistenti che compongono l’ordine dei monotremi, gli unici mammiferi che depongono uova invece di dare alla luce dei piccoli (le altre quattro sono note complessivamente come echidna).

È inoltre l’unico rappresentante della sua famiglia e del suo genere, sebbene siano stati trovati alcuni suoi parenti fossili.

Il suo nome scientifico deriva dal greco e letteralmente tradotto significa “muso d’uccello”, che del resto è proprio la caratteristica più saliente che possiede.

La fisiologia dell’ornitorinco è unica, infatti ha una temperatura corporea media di 32° C al posto dei 38° C tipica dei mammiferi placentati.

Il corpo e la larga coda piatta dell’ornitorinco sono coperti di pelliccia marrone, i piedi invece sono palmati e il muso è largo e duro come la gomma, tanto che ricorda più un’anatra che qualsiasi altro mammifero conosciuto.

La taglia varia molto: da meno di un chilo a più di due chili; la lunghezza da 30 a 40 cm e quella della coda da 10 a 15 cm.

I maschi comunque sono circa un terzo più grandi delle femmine e tra l’altro c’è anche una notevole variazione nelle dimensioni medie da una regione all’altra, sebbene stranamente questa variazione non sembri seguire nessuna regola climatica.

Mentre i cuccioli hanno dei particolari molari, gli adulti sono privi di denti ed inoltre quest’animale ha delle ossa aggiuntive nella cintura scapolare, tra cui un’interclavicola o episterno, che non è presente negli altri mammiferi.

Ha anche una tipica andatura da rettile, con zampe poste ai lati del corpo piuttosto che sotto di esso.

Il maschio dell’ornitorinco si differenzia dalla femmina in particolare per il fatto che presenta in ognuna delle zampe posteriori uno sperone cavo, che utilizza per iniettare un veleno in modo tale da difendersi dai predatori o durante i combattimenti per il territorio.

Il veleno che secerne c’è da aggiungere che non è letale per l’uomo, ma può esserlo per i cani e per gli animali di piccole dimensioni.

L’ornitorinco è notturno, abita in piccoli corsi d’acqua e fiumi in un vasto habitat che va dalle fredde regioni montuose della Tasmania e delle Alpi australiane, alle foreste pluviali tropicali delle coste del Queensland a nord, fino alla base della penisola di Capo York.

Nell’entroterra la sua distribuzione non è ben conosciuta: è estinto nel sud dell’Australia (tranne che per una popolazione reintrodotta sull’Isola dei canguri) e non si trova più nella parte principale del bacino del Murray-Darling, probabilmente a causa della qualità dell’acqua in declino causato da un esteso disboscamento e da piani di irrigazione.

L’ornitorinco è un carnivoro, infatti si ciba di vermi e larve di insetti, gamberi d’acqua dolce che trova scavando nel letto del fiume con il muso o che cattura nuotando e all’occasione anche di piccoli mammiferi.

Il suo becco molto sensibile gli permette di cacciare il cibo senza dover usare la vista, tanto che è uno dei pochi mammiferi conosciuti ad avere un senso speciale, che gli consente di localizzare la sua preda in parte rilevando l’elettricità corporea da essa prodotta.

Quando non è in acqua, dove è un ottimo nuotatore, l’ornitorinco si ritira in una corta tana, dritta e di sezione trasversale ovale, quasi sempre nell’argine non molto sopra il livello dell’acqua e spesso nascosta sotto un groviglio di radici.

Per la riproduzione invece la femmina scava tane molto più grandi e elaborate lunghe fino a 20 metri e bloccate a intervalli con dei tappi.

Come altri mammiferi, la madre produce il latte per i piccoli, anche se l’ornitorinco non ha capezzoli ma secerne il latte da pori sulla pelle.

Quando l’ornitorinco fu scoperto dagli europei alla fine del Settecento, una pelle fu mandata in Gran Bretagna per essere esaminata dalla comunità scientifica.

Gli scienziati inglesi in un primo momento si convinsero che quell’insieme a prima vista bizzarro di caratteristiche fisiche dovesse essere un falso, prodotto da qualche imbalsamatore asiatico.

La maggior parte del mondo venne a conoscenza dell’ornitorinco nel 1939 quando la rivista National Geographic pubblicò un articolo sull’ornitorinco e sui tentativi di studiarlo e allevarlo in cattività.

Questa si è rivelata un’impresa molto difficile e solo pochi cuccioli sono stati allevati con successo finora; degni di nota i risultati ottenuti all’Healesville Sanctuary dello stato di Victoria (Australia).

Vedere un ornitorinco in natura è più un fatto di fortuna e pazienza che di difficoltà.

Non amano infatti le zone popolate, comunque non sono particolarmente rari e nelle zone adatte, alla maggior parte degli appassionati di pesca o di birdwatching può capitare di vedere un ornitorinco nutrirsi tranquillamente lungo l’argine di un fiume.

Secondo una leggenda degli aborigeni australiani, l’ornitorinco (da loro chiamato boonaburra) sarebbe il singolare incrocio, avvenuto molto tempo fa, tra un’anatra solitaria e un topo d’acqua che la rapì.

L’anatra, dopo la violenza subita, partorì “due cuccioli palmati ma a quattro zampe, con il becco e la pelliccia”.

Dal 1971, l’ornitorinco è il mammifero emblema dello Stato australiano del Nuovo Galles del Sud ed ancora oggi viene studiato per cercare di capire meglio alcune sue caratteristiche fisiche e comportamentali non del tutto chiare.

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