L’isola di Fraser è la più grande isola di sabbia al mondo, con una superficie di 1.840 km² e si trova al largo della costa orientale dello stato del Queensland, in Australia, a circa 300 km di distanza dalla città di Brisbane.

L’area è tutelata come parco nazionale e rientra nel Great Sandy National Park.

L’isola può essere raggiunta tramite traghetto dalla baia di Hervey o tramite volo charter dal Sunshine Coast Airport.

Come trasporti sono ammessi solo mezzi con quattro ruote motrici, infatti con l’eccezione di una minuscola striscia nell’insediamento di Eurong, sull’isola non esistono strade asfaltate.

Per spostarsi di conseguenza si usano i sentieri sabbiosi dell’interno dell’isola e la spiaggia orientale, che funge da “autostrada” e anche da pista di atterraggio per piccoli aerei turistici.

Inoltre, a causa delle forti maree, la spiaggia è spesso coperta d’acqua e inaccessibile alle auto per lunghe ore.

L’isola di Fraser ha la seconda concentrazione di laghi in Australia dopo la Tasmania avendo più di 100 laghi, di cui 40 sono “laghi di duna”, il che rappresenta la metà di laghi di questo genere al mondo.

Il lago Wabby è il più profondo dell’isola, formato dalla duna di Hammerstone che, con il suo avanzamento, lo sta lentamente facendo sparire.

Nel complesso, i laghi dell’isola sono tra i più puliti laghi di acqua dolce di tutto il mondo.

Eli Creek invece, è il più grande ruscello della costa orientale dell’isola con un flusso di 80 milioni di litri d’acqua al giorno.

Vi è una passerella in riva al mare per i turisti che desiderano risalire il suo corso e poi ridiscenderlo a nuoto.

L’isola è percorsa da piccoli sentieri che consentono il pieno apprezzamento delle varietà di piante che qui vivono, come ad esempio alcune felci molto rare.

Nonostante le sue dimensioni, sull’isola non esistono città propriamente dette.

Il nome dell’isola Fraser proviene da Eliza Fraser e dalla sua storia di sopravvivenza sull’isola.

Il capitano James Fraser e sua moglie, Eliza, giunsero sull’isola nel 1836 in seguito al naufragio della nave Stirling Castle.

Il capitano Fraser morì mentre sua moglie e altri naufraghi riuscirono ad essere tratti in salvo dopo aver vissuto qui sei settimane.

È noto che ci sono varie differenti versioni della storia ma non si sa quale sia la più esatta.

L’arrivo da parte dei coloni europei ebbe purtroppo conseguenze disastrose per la popolazione aborigena dell’isola.

A partire dal 1840 infatti, gli insediamenti europei finirono col prevaricare la popolazione locale, sopraffatta dalle armi da fuoco, dalle malattie e dalla mancanza di cibo.

Il primo europeo a far visita all’isola fu James Cook che passò lungo la costa dell’isola tra il 18 e il 20 maggio 1770.

La ricchezza dell’isola, si basa sui ricchi giacimenti di rutilo, ilmenite, zircone e monazite e su un’eccellente legname.

Per quanto riguarda la fauna, il Dingo è molto comune sull’isola di Fraser, ma ora sono in diminuzione anche se rimangono ancora una minaccia per l’uomo.

Si tratta di alcuni tra gli ultimi esemplari puri di dingo dell’Australia Orientale e per prevenire incroci, i cani non sono ammessi sull’isola.

Oltre ai dingo, ci sono anche echidne, opossum, petauro dello zucchero, volpi volanti e pochi cavalli selvatici.

Inoltre vi sono poi serpenti, iguane, lucertole, rane e più di 350 diverse specie di uccelli, tra cui pellicani, passeri, gabbiani, cacatua e diversi rapaci come l’aquila di mare e il falco pellegrino.

Un’ importante pietra miliare dell’isola di Fraser è rappresentata dalla nave Maheno.

La Maheno è stata originariamente costruita nel 1905 in Scozia come una nave passeggeri di lusso per il Mar di Tasman.

Durante la prima guerra mondiale, la nave è servita come nave ospedale sul Canale della Manica, prima di tornare a essere una nave di lusso.

In seguito nel 1935 la nave fu avviata alla demolizione e il 25 giugno, mentre stava venendo trainata da Melbourne, si scatenò un forte ciclone. La nave andò così alla deriva e pochi giorni dopo, il 9 luglio, si arenò sull’isola.

La nave da allora si è arrugginita, con quasi tre piani e mezzo sepolti sotto la sabbia e l’arrampicata sul relitto non è permessa.

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