Racconti di Viaggio
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Sai cosa c’è oltre l’Europa? Un mondo. Scopriamolo!
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Tra le Ande e l’oceano
3 sogni per un viaggio intorno al mondo
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Un viaggio intorno al mondo
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3 sogni per un viaggio intorno al mondo
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In un recente viaggio, l’estate scorsa, sono rimasta colpita da una semplice frase, scritta su una vetrina di un negozio che recitava: “Se non sogni il tempo non passa”(Orhan Pamuk) ed è da qui che voglio iniziare il mio racconto di tre splendidi viaggi, iniziati da un sogno, ognuno diverso, che ci porteranno a scoprire tre posti bellissimi, intorno al Mondo.
Non voglio descrivere, i soliti tour, riproposti sui cataloghi patinati o nei documentari, ma le esperienze sia mia personale che di due carissimi amici di un qualcosa di speciale che ogni viaggio ha lasciato in ognuno di noi.
Tutto ha inizio qualche anno fa, Marco, è sempre stato un sognatore, uno che come si dice, sfugge alle solite convenzioni, e attirato dalla sua curiosità e dalla sua passione di imparare l’arte del massaggio Thay un giorno, verso la fine di Dicembre, è partito con il suo zaino, con un volo economico Air China, diretto nell’esotica terra  dei sorrisi: la Thailandia.
La cosa che ti sorprende di più quando arrivi all’aeroporto di Bankok, sono gli “sgabuzzini” ovvero la zona riservata ai fumatori, in cui si concentrano circa 12 persone in uno spazio che sembra poco più di quello di un ascensore, tutte racchiuse a fumarsi una sigaretta dopo innumerevoli ore di volo. Bankok inizia così, caotica, con i clacson delle auto, i guidatori di Tuk Tuk che ti offrono passaggi, i colori delle insegne al neon e gli elefantini di legno nei mercatini, dove l’aria è un miscuglio di spezie in cui ci si deve concentrare per riuscire a sentire il profumo della zuppa Thay più conosciuta al mondo: la Tom Yam (un miscuglio di citronella, peperoncino,zenzero, salsa di pesce e lime) e il Phat Thay (un riso gustoso e particolare fatto con uova, salsa di pesce, peperoncino con l’aggiunta o di gamberi, o pollo o di germogli di soia).I mezzi pubblici sono efficienti, economici e ti permettono di spostarti in tutta Bankok che è definita la città su tre livelli: i canali e le palafitte della periferia, la zona moderna con gli hotel e la zona business con i grattacieli e le Metro Elevate, che si accostano ai mistici Templi “Gran Palazzo Reale”, “Tempio del Budda Smeraldo” e il “Wat Rajobopit”.I fiori di loto ovunque, in adorazione al loro Dio, e la tranquillità che si respira in questi luoghi sacri, riesce a trasportarti fuori da caos ed a farti assaporare la serenità che questo popolo riesce a trasmettere con il proprio sorriso. Ed è proprio del sorriso di Lucye che Marco è rimasto stregato, Lei che con le sue mani sottili gli ha insegnato il massaggio Thay,che gli ha fatto scoprire la Giungla selvaggia a cavallo dei miti Elefanti, tra le scimmie dispettose e gli alberi che salgono in alto fino al cielo sino a confondersi con esso. Marco è tornato qualche volta in Italia, in compagnia di lei, per deliziarci dei suoi massaggi, ma l’ultimo ricordo è proprio qui davanti a me, nella mia bacheca delle cartoline, con una splendida foto di Phi Phi Leh. E’ lì che vivono, dove le acque verde smeraldo si scontrano con la vegetazione profumata di fiori, dove il clima secco e la tranquillità regnano a non molta distanza della più turistica Puket, consigliata ai giovani in cerca di divertimento, in quanto locali e centri commerciali sono ovunque, e le spiagge raggiungibili a bordo di pratici scooter. Chissà se riuscirò ad andare a trovarli nel loro B&B, con la veranda in legno dove solo il mare fa da sottofondo, con il suo lento infrangersi sulla battigia, e i profumo degli oli essenziali ti rilassa e ti trasporta lontano da ogni pensiero, in quell’esotico posto dove il tempo sembra essersi fermato nel loro sogno d’amore…
Sin da piccola, il mio sogno è sempre stato quello di poter coccolare un tenerissimo koala, come la beniamina del mio cartone animato preferito Georgie faceva con il suo Lup, e per coronare il mio viaggio di nozze sono riuscita a realizzarlo raggiungendo quel meraviglioso continente chiamato Down Under:l’Australia. Ci è voluto circa un mese di tempo per visitarla, considerando il fatto che ci vogliono 2 giorni di volo e gli aerei sono il mezzo più utilizzato per andare in ogni meta prescelta, e con l’auto devi avere un permesso speciale in quanto la guida è all’inglese, ma con un po’ di buonsenso e tanta voglia di scoprire è stata un’ esperienza indimenticabile sotto ogni aspetto.
Sidney credo sia la città più ordinata e pulita che abbia mai visto, non una carta per terra, le auto in fila che ti fanno attraversare ai passaggi pedonali, tranquilla anche nelle ore di punta, i mezzi pubblici puntualissimi e veloci, come la Monorail che ti permette di visitare tutta la città, dall’Opera House, il simbolo della città, il Darling Harbour, il porto dove si possono fare acquisti nei negozi, mangiare il Barramundi (un pesce buonissimo cucinato con salsa che sa di cocco) e godersi un bel tramonto al ritmo del didgeidoo di qualche bizzarro artista. Bellissimo l’Acquario,con le simpatiche foche e gli squali che nuotano sulla tua testa mentre li guardi dal tunnel panoramico,la Spiaggia di Bondi beach con i surfisti tutto l’anno, il Quartiere di Rocks con le sue eleganti abitazioni,e a poca distanza il meraviglioso Featherdale Wilde Park, uno zoo dove si può fare la conoscenza di tutte le specie australiane alcune anche allo stato libero: canguri, Wombat, diavolo della Tasmania, Emu, Coccodrilli e il tenerissimo koala. L’Australia è principalmente natura e tranquillità, Ayers Rock con il bellissimo Uluru (la montagna sacra degli Aborigeni), i monti Olgas con i canguri selvaggi che saltellano su e giù, il cielo stellato dove le stelle sono talmente lucenti che non c’è bisogno neppure della torcia…A nord Darwin, la zona del Bush, che tutti conosciamo nei film di Crocodile Dundee, con il fiume Billabong dove ci sembra essere all’interno di un documentario con i Coccodrilli che nuotano in acqua, le anatre urlatrici che interrompono il silenzio, l’Aquila reale che scende a picco per prendersi un serpente, i cavalli che corrono selvaggi e i fiori che colorano il paesaggio. Oltre alla natura, ci sono però le Città animate nel Queensland, Cairns con i suoi Casino, in alcuni dei quali ci sono zoo in cui puoi fare la foto con in braccio il Koala, Brisbane, piena di giovani e locali, con i suoi ponti che attraversano il fiume, i giardini botanici e i palazzi manageriali, Surfers Paradise, località simile a Miami, con la spiaggia immensa, i locali alla moda, le vigilesse in bikini,Noosa tranquilla località amata per le sue boutique all’ultima moda. Per gli amanti delle immersioni, impossibile perdersi La Great Barrier Reef, dove anche solo con maschera e pinne, si possono vedere numerose varietà di pesci, dal coloratissimo Nemo, sino alle tartarughe giganti, e per quelli che come me non adorano proprio le immersioni c’è anche un sommergibile che ti porta sott’acqua dove dai numerossimi oblò si possono ammirare tutti pesci più colorati e i meravigliosi coralli.Il mio sogno d’amore iniziato in Australia, continua ancora, con una grande nostalgia di poter un giorno, ritrovare i miei amici Aussie!
Luca è sempre stato un ragazzo altruista,la sua vita dedicata agli altri, il suo sogno assistere le persone bisognose, e dopo l’esperienza in Italia con il Mato Grosso è partito con la moglie ed il bimbo per il Perù.Penso alla loro vita, a 3000 mt di di altituidine, tra le Ande, in quel paese in cui regna la tranquillità, nella Parrocchia di Padre Alessio a Shilla. Dalle diapositive e dai loro racconti si vedono i volti segnati dal duro lavoro dei campesinos, a cui Luca insegna come coltivare la terra. I bambini giocano felici tra le montagne, con oggetti di legno che a volte loro stessi si fabbricano da soli, e nella Parrocchia la moglie di Luca cucina per i ragazzi che stanchi del lavoro si accontentano di una zuppa di patate calda. Il sorriso non manca, anche se a volte si cammina a piedi scalzi nei sentieri sterrati, per arrivare al pozzo per raccogliere un po’ d’acqua fresca, e la loro giornata iniziata alle 6:00 am con la preghiera si conclude con un canto attorno ad un fuoco, al ritmo della loro dolce musica suonata con il flauto. Possedere un asino, un maiale o una mucca è una ricchezza da poter barattare e nei giorni di freddo, si cede addirittura la casa agli animali per precauzione affinché non si ammalino e possano magari morire. Le case non hanno i pavimenti, e non ci sono i materassi per dormire. A Shilla, si parla la lingua Quechua (il dialetto locale) e si studia anche nelle parrocchie.
A due ore di auto, Chacas, con il suo Ospedale, attrezzato, in cui ci si può curare con una buona assicurazione medica ed il bellissimo santuario della Vergine Assunta, paese cresciuto grazie alle opere dei volontari del Mato Grosso.
A Nord di Chacas comincia la Cordillera Blanca, con ben 50 vette che superano i 5700 mt e numerose sono le opportunità per vivere un’esperienza ad alta quota, tra i laghetti cristallini, le lagune del parco dell’Huascaran, le valli con boschi di quenual, cioè alberi senza la corteccia, e le orchidee rosse che colorano le rocce silenziose.Difficile immaginare la caotica Lima, a sud a poco più di 5 ore di auto, con la sua vivacità, i negozi, collegi per studiare, i ristoranti, i negozi e la gente che parla lo Spagnolo.  Mentre guardo le foto, e vedo i volti sorridenti delle persone, e i lama che con il loro simpatico musetto sembrano addirittura mettersi in posa, forse penso che per questi ragazzi il paradiso sia qui, nella tranquillità delle montagne, nella loro parrocchia dove la famiglia di Luca è cresciuta di altri due figli, in cui l’unica cosa fondamentale è volersi bene gli uni agli altri ed aiutarsi,dove non si da nulla per scontato e la vita è vissuta pienamente senza alcun rimorso per quello che si è lasciato qui in Italia. Spero un giorno, di poterli andare a trovare, in questo angolo di mondo dove le vette si confondono con il cielo.
Il mio racconto finisce qui, un bellissimo giro intorno al mondo attraverso i sogni miei e di amici che hanno raggiunto tre fantastici posti che hanno contribuito ad arricchire le nostre esperienze di viaggio.

Laura Mantegari
 

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